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Libri di maggio (in ritardissimo!)

Maggio ha portato libri altalenanti. Mi sono entusiasmata e abbattuta, ma sono comunque molto soddisfatta, indiscutibilmente, anche perché, nonostante qualche delusione, credo di aver letto qualcosa che finirà sul podio! Ma procediamo con ordine!

LIBRI DI CARTA

La passione secondo G.H., Clarice Lispector, la delusione totale

Proprio no. Sicuramente non sono riuscita a capirlo io, eh, ma mi ha fracassato le palle in un modo che non riesco nemmeno a descrivere. Meno male è corto. La parte iniziale mi era molto piaciuta, quella più “narrativa”, ma il flusso di coscienza diciamo dopo il primo terzo in poi mi è sembrato un ammasso di parole poco funzionale per il mio cervello sottosviluppato. 

Bottigliette, Sophie Van Llewyn, la delusione finale

Questo libro mi è sembrato una magica occasione perduta. È la categoria di libri che più mi fa incazzare. Non puoi avere un’idea bellissima, raccontarla splendidamente e a un certo punto dire, no, mi è venuto a noia scrivere, la trancio dandole una chiusa immeritata. Ma te, scrittrice, vuoi incorrere nella mia ira funesta? Vuoi davvero correre questo rischio? Eh eh. Tra l’altro ci eravamo scambiate un sacco di messaggini al riguardo, con Sandra, e io ero contentissima (adoro gli scambi sui libri, nella vita ho sempre la sensazione di trovare troppe poche persone con cui parlare di libri!). Che nervoso. Lei ha preso meglio di me la chiusa brusca, non le ha rovinato il libro, a me invece ha lasciato l’amaro in bocca.

La scoperta della currywurt, Uwe Timm 

Quando ho letto la trama di questo libro (una storia che ripercorre gli ultimi giorni della seconda guerra mondiale ad Amburgo con mille divagazioni, raccontando la nascita della currywurst) ho avuto l’intima certezza che lo avrei amato. In effetti non gli manca nulla per entrarmi nel cuore, ma ha preso una viuzza traversa e si è piazzato in una cavità che ho che sta in effetti abbastanza vicino al cuore, ma ha mancato il muscolo cardiaco. La trama è bella, il finale è MOLTO bello (capito, Sophie Van Llewyn?), la lingua curata, ma, specialmente nella prima metà, sono rimasta un po’ fredda. Ho avuto l’impressione che fosse il narratore (che si fa raccontare la storia dalla protagonista ormai in una casa di riposo) poco portecipativo, e la cosa ha influenzato anche me. 

Cara pace, Lisa Ginzburg

Continuo a cercare di farmi trovare abbastanza aggiornata per lo Strega (ooops, è fuori dalla cinquina), e ho scelto Cara pace, per procedere. Il libro ha una certa grazia, però la storia e la caratterizzazione psicologica mi hanno lasciato perplessa. Queste due sorelle lasciate a se stesse con questa istitutrice moderna poco probabile, in una situazione poco probabile, dopo un po’ risultano, per estensione, poco probabili. Insomma, meh. 

Figure, Riccardo Falcinelli

Dopo l’entusiasmo per Cromorama non potevo rinunciare a questo nuovo libro di Falcinelli. Ah che gioia e benessere questo saggio sulle figure, quanta beltade tra le pagine, quanto è sconvolgente guardare quadri e fotografie filtrate dal sapiente sguardo di questo autore e rendersi conto che non si era capito nulla! Io continuerò a fare le mie foto orribili, ma spero di riuscire a regalare ai miei occhi dei nuovi spunti di fronte alla bellezza!

Malattia come metafora, AIDS e cancro, Susan Sontag

Ho apprezzato moltissimo questo saggio, l’ho trovato equilibrato, acuto, intelligente. Un libro che riporta il cancro e l’AIDS nell’ambito al quale appartengono, malattie da curare con la scienza, in cui lo scoraggiamento ha il suo posto, i momenti di debolezza sono presenti, accettati, non demonizzati. Mi sembra tanta roba, di questi tempi. 

AUDIOLIBRI

L’incredibile viaggio delle piante, Stefano Mancuso

Questo libro, inaspettatamente, mi ha emozionato tanto. Proprio io, che non curo una singola pianta, che uccido i cactus, che faccio durare due settimane il basilico, mi sono ritrovata una groupie sfrenata di queste meravigliose creature, raccontate con passione da Mancuso e lette con maestria dalla voce di Paolo Giordano. Ho scoperto cosa sono gli hibakusha e gli hibakujumoku e mi sento una privilegiata, per questo piccolo regalo di conoscenza che mi è stato fatto. Anche solo per questo vale la pena di ascoltarlo o leggerlo.

Un comunista in mutande, Claudia Pineiro

Ascoltato quasi esclusivamente perché mi ispirava il fatto che la scrittrice fosse Argentina, epic fail. Il libro non sa di nulla, ma è cortino e l’ho finito tutto per un insulso senso del dovere di cui mi devo assolutamente liberare, in questo ambito.

SanPa

Letto perché, diciamocelo, lui era quanto di meglio aveva offerto la serie San Patrignano, le sue riflessioni erano quelle più acute… il libro mi ha fatto cagare. Minchia quando si prende sul serio questo. Non salvo nulla di queste pagine, se non il fatto che ho immediatamente rivalutato il fatto di avere un figlio un po’ tamarro… sempre meglio di un adolescente nichilista. 

Canne al vento

C’è un motivo per cui un classico diventa un classico. Avevo letto Canne al vento una decina di anni fa, l’avevo trovato molto doloroso, di una bellezza straziante e antica. Riascoltarlo è stato una fucilata al cuore. La voce della Murgia mi ha accompagnato in questo viaggio, in una Sardegna accecante e arida, tra personaggi senza età, con valori che oggi fatichiamo a ricordare. L’ho amato davvero moltissimo, e sono convinta sia uno di quei classici di cui non aver paura, perché nel loro essere terribili sono avvincenti come un thriller di bassa lega. Efix e Donna Noemi sono due personaggi indimenticabili.

12 pensieri riguardo “Libri di maggio (in ritardissimo!)

  1. Il libro della Sontag è sul podio dell’anno per me! Non lo avevo mai letto e neanche lo conoscevo, ma mi è capitato in mano per delle ricerche che stavo facendo. È una perla meravigliosa che andrebbe letto assolutamente per capire il valore metaforico delle malattie e soprattutto in che modo l’hiv, e la conseguente AIDS, abbia impressionato le menti di moltissimi fino a non lasciare quasi spazio alla comprensione della attuale condizione delle persone sieropositive, che è di assoluta sicurezza in terapia. U=U

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    1. Sì, anche io l’ho scoperto per caso grazie ad un commento su goodreads, mi sembrano illuminanti entrambi i saggi. Quello sul cancro perché tutta la retorica dei guerrieri secondo me ormai è una dittatura cha può aggiungere peso psicologico alle persone malate, quello sull’AIDS perché da quella impressione che è stata inculcata nelle menti vengono fuori tutti i problemi ancora attuali riguardo all’HIV (discriminazioni, ignoranza diffusa riguardo a tutto il mondo della situazione attuale e dei contagi, etc)

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    1. Sì, giugno onestamente è più spostato sugli alti altissimi! Canne al vento secondo me è un libro da rileggere, non so se alle medie te l’hanno prescritto o è stata una tua scelta leggerlo, nel primo caso mi sembra un po’ presto, non tanto perché annoi o perché non si legga scorrevolmente, quanto perché ci sta che rimanga meno impresso, visto che Efix, in particolare, è un personaggio da “adulti”, le sue sfaccettature credo colpiscano di più una persona che comincia a sentire il tempo in un modo che è un incrocio tra un peso e qualcosa di sfuggevole e inarrestabile.

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  2. Di Clarice Lispector ho “Acqua viva”, che devo ancora iniziare, e leggo proprio ora sul retro copertina che trattasi di un flusso di coscienza. Non so cosa aspettarmi, però mi incuriosisce. In genere i temi introspettivi mi attraggono non poco, vedremo…. Ciao Cris, un abbraccione!

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    1. Guarda io non ho dubbi che sia una cosa di valore, ma per me è troppo, troppo astratta, troppo indefinita, troppo vacua, non ci ho trovato proprio niente che parlasse a me! Posso essere io il problema, perché se non sento un legame con la realtà dopo un po’ mi perdo!

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