Reading is sexy

Libri di luglio

Luglio è stato un mese molto ricco, da tutti i punti di vista, ho un po’ esagerato nelle mie attività e ridotto un po’ troppo le ore di sonno, come sempre quando mi faccio prendere dall’entusiasmo, e puntuale come un orologino svizzero l’orecchio mi ha punito tirando fuori la sua infezione ad orologeria, ho preso antibiotico, qualche giorno di down, ma sembrerebbe superato. Ma parliamo di libri!

I primi due in realtà li ho letti in buona parte a giugno, ma, come sempre, nei libri del mese rientrano i libri effettivamente finiti nel mese!

Donne medievali, Chiara Frugoni. Splendido, un lavoro comparato di testo e immagini che mi ha catturata. In questo periodo mi sto dedicando a letture piuttosto complesse, per i miei standard, trovo piacevole che mi venga richiesta una grande concentrazione, credo sia perché in realtà avrei voglia di studiare, come alle superiori o all’università, ma non cose correlate al mio lavoro, e sopperisco leggendo!

Scirocco, Giulio Macaione, graphic novel dell’anno, al momento, delicato e doloroso, grazie France del consiglio! Adoro i disegni, in particolare, e mi sono goduta ogni singolo personaggio. La storia è un filo scontata, ma alle graphic novel richiedo qualcosa di differente rispetto ai libri, un filo diretto più emozionale e di pancia, quindi sono stata feliciona di leggerlo!

Adàn Buenosayres, Leopoldo Marechal, tomone argentino semidimenticato, immaginifico e difettoso, gdl Goodreads, mi aspettavo di più. È ovviamente un peccato che sia fuori catalogo, però, in tutta onestà, credo sia davvero troppo legato alla contingenza dell’Argentina degli anni ‘40, e quindi incomprensibile in alcune sue parti. A fronte di una prima parte molto eclettica, poi, c’è un’ultima lunghissima parte dove, rifacendosi a Dante, il protagonista fa, insieme, al suo pseudo-Virgilio, un viaggio nell’aldilà che ho davvero trovato noiosa e ripetitiva.

Nannetti, Paolo Miorandi, la malattia mentale al Manicomio di Volterra quando era manicomio, puro realismo, eppure poesia. Libricino consigliato da Marisa, racconta di questa persona rinchiusa che ha scritto con la fibbia della cintola tutta la sua storia, immaginaria e non, sulle mura del manicomio. È crudo e delicato, sembra un ossimoro, ma Miorandi riesce a coniugare una descrizione non edulcorata con tanta empatia.

Poirot e la strage degli innocenti, perché Agatha al mare, ripetiamolo, patrimonio dell’umanità, anche quando sono i romanzi “non cavallo di battaglia”.

All’ombra delle fanciulle in fiore, l’Unico Proust. O, la rivincita di Odette. La mia impressione, leggendo questa seconda parte della Recherche, è che Odette spicchi su tutte e tutti. Non importano le mille sfumature delle guance di Albertine, su cui il narratore passa, obiettivamente, un numero molto importante di pagine, pagine in cui mi sono rassegnata a un po’ di inconcludenza per godermi le parole messe in fila con una maestria e un ordito che mi hanno sempre lasciata incantata, è Odette la figura monumentale che ruba la scena, ho continuato a pensare a lei anche a Balbec. Finalmente si ha l’impressione che Narratore e Proust non siano la stessa persona (la loro identità invece mi era parsa inappellabile ne La parte di Swann), finalmente si intuisce un po’ dell’ironia dello scrittore sul suo nevrastenico, snob e un po’ ipocrita narratore. In una recensione su goodreads ho letto che questa parte della Recherche ricorda una torta estremamente elaborata e un po’ stucchevole, da quel momento, visualizzando Balbec (perché secondo me questa cosa è vera solo sulla seconda parte), non posso fare a meno di pensare a volute di panna, intarsiate a mo’ di rose, elegantissime e inconsistenti. A me non piace nemmeno, la panna, eppure in questa torta viziosa sento di potermi perdere, ipnotizzata da tanta leggiadria e maestria pasticciera. Nel frattempo mi prendo il mio mese di pausa, prima di assaggiare i Guermantes, da cui non so cosa attendermi. 
Mi sa che per gli audiolibri scriverò un post a parte (insieme ai bei podcast che ho ascoltato questo mese? Potrebbe essere!) perché sono un po’, corposi e importanti! Vediamo se nei miei momenti di insonnia trovo il tempo!

9 pensieri riguardo “Libri di luglio

  1. Ho letto solo Poirot e ho controllato quale fosse perché a parte i più celebri (o anche i meno celebri ma da me più amati tipo Il ritratto di Elsa Greer o Assassinare è facile) li ho letti tutti molti anni fa e tendo a confonderli, dicevo, sì, convengo che non sia il top ma chissene, Agatha è sempre top a prescindere.

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      1. Io ho un meraviglioso libro che che si intitola L’arte dell’inganno di Robert Barnard dove sono elencati tutti, con una decina di trame e a mano a mano che li leggevo ho messo il mio voto, ecco mi è venuto in mente solo ora di controllare, apperò, gli avevo dato 8 e 1/2. Sto librino mi dà un sacco di soddisfazioni, urca, su Ebay è venduto a 30 euro, mi sa che è introvabile.

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