Reading is sexy

Libri di giugno

Continua il mio periodo “difficile” con la lettura. Non perché abbia meno voglia di leggere, ma proprio per le mie scelte, che si stanno rivelando piuttosto ostiche. 

Con un gruppo di lettura su Goodreads mi sto infatti dedicando ad Adàn Buenosayres, un classico argentino uscito nel ’48 semidimenticato, direi, quantomeno in Italia. Mi verrebbe da dire “non a torto”, ma ne riparlerò quando lo finirò, quindi presumibilmente nei libri di luglio, perché mi mancano circa 100 pagine che prevedo di completare in circa 3 andate e ritorno a lavoro col treno, quindi la prossima settimana! 

Anche la lettura serale, in questo momento, è abbastanza impegnativa, sto leggendo infatti Donne medievali, della storica Chiara Frugoni, morta lo scorso aprile (l’ho scoperta alla sua morte, ahimé), super interessante, approfondisce la situazione femminile in generale e tramite tre figure specifiche nel medioevo, utilizzando moltissimo anche l’analisi delle immagini, miniature, affreschi, etc. Super interessante, ma anche piuttosto impegnativo! Di questo mi mancano pochissime pagine, finirà comunque nei libri di luglio!

Ma ecco i libri effettivamente letti e ascoltati!

I libri di carta sono solo due, in realtà.

Il primo è un saggio (nel 2020 avevo letto moltissimi saggi, quest’anno pochissimi, la narrativa torna a farla da padrona!): Cose spiegate bene. Le droghe, in sostanza, una raccolta di articoli, curata da Il Post, il giornale online a cui sono fieramente abbonata da tre anni, pubblicata da Iperborea.

Avevo raccontato in questo post cosa provo, essenzialmente, quando leggo di droghe, in particolare di eroina, e anche in questo caso è lo stesso. Mi appassiono tantissimo, ma non trovo la MIA verità. Sicuramente è la situazione di tutti, cioè, se capissimo perfettamente come alcune persone cadono in una dipendenza devastante probabilmente sapremmo anche come tirarcele fuori, ma così non è e io resto insoddisfatta. In questo caso però gli articoli affrontano le sostanze da moltissimi punti di vista, alcuni assai interessanti e anche soddisfacenti. Impressionante il fatto che un esagerato stigma sociale e assurdi moralismi abbiano impedito e stiano ancora impedendo ricerche serie su tantissime sfaccettature di queste sostanze, non solo, banalmente, le situazioni in cui potrebbero aiutare, ma anche ricerche che potrebbero trovare nuove strade per uscire dalla tossicodipendenza. 

Il secondo libro è l’ultimo romanzo che mi rimaneva da leggere della mia adorata Jesmyn Ward, La linea del sangue. Anche questo è legato a goodreads, perché era il regalo che avevo ricevuto per American Xmas, lo scambio di regali che facciamo con altri utenti, ormai da tanti anni! Avevo resistito finora, proprio perché sapevo che era l’ultimo che mi rimaneva, ma a un certo punto non ho più avuto voglia di rimandare il piacere. Allora, secondo me è il più debole tra i tre, pur rimanendo un bel libro. Chiaramente la comunità di Bois Sauvage è ancora il punto di forza del libro, nel senso che raccontare il percorso di crescita delle persone in un luogo così difficile, dove la segregazione razziale è ancora di fatto presente, conoscendo poi la storia della Ward, fratello e numerosi amici morti di morte violenta (il suo memoir Sotto la Falce è devastante), è qualcosa che colpisce come un pugno. Voglio dire, l’adolescenza è difficilissima anche per moltissimi ragazzi seguiti alla perfezione, figurarsi per quelli che hanno un mondo che rema loro contro!

Tuttavia la lingua della Ward era più acerba rispetto, in particolare, a Salvare le ossa (che difatti è cronologicamente successivo a questo), manca tutta quella potenza, quella capacità di impastoiarti. La Ward è comunque la mia preferita, non esce un suo romanzo da tanto, ma io spero davvero che tutto quello che le è capitato (le è anche morto il marito per COVID, vi rendete conto?) non l’abbia distrutta, ecco, non per me, che vorrei leggerla, ma proprio per lei, che mi sembra una donna eccezionale, vista tramite i suoi scritti.

Gli audiolibri invece sono 4. 

Ho ascoltato Maigret e il porto delle nebbie e non mi è piaciuto. Io non sono la prima fan di Maigret, mentre adoro Simenon extra-Maigret, ma non so se questo sia particolarmente debole o se sia uno di quei libri che è opportuno leggere di carta (non so esattamente perché, ma per esempio, Sciascia mi piace di carta, non lo tollero in audiolibro!), fatto sta che non vedevo l’ora di finirlo. 

Poi ho ascoltato Tutto chiede salvezza, di Daniele Mancarelli, che mi ha un minimo riappacificato con la narrativa italiana (secondo me nella finale dello strega ci sono tre cose imbarazzanti, oggettivamente, e la cosa mi dà un fastidio enorme). trovo che sia un libro che ha qualcosa da dire, non è perfetto, ma mi è piaciuto (pur con un paio di espedienti narrativi troppo forzati per i miei gusti). Proverò a leggere altro di suo.

Poi ho ascoltato La Cina è già qui: perché è urgente capire come pensa il Dragone, di Giada Messetti. Seguo la Messetti da tanto, dai tempi del podcast Risciò, e mi piace moltissimo. Non aspettatevi una cosa super specialistica, se lo capisco io vuol dire che lo possono capire tutti, però è ottimo per chi, come me, ha una conoscenza superficiale del paese e vuole approfondire un po’. Il primo capitolo sulla calligrafia è splendido. 

Infine ho ascoltato Tre cene, di Francesco Guccini. Io sono una groupie del maestrone, ho visto tre suoi concerti e letto diversi gialli scritti con Macchiavelli. Questi sono tre racconti un po’ in levare, piccoli dettagli di vita paesana che Guccini coglie con la consueta sensibilità per questo mondo che sente suo, è evidente. In questa fase della sua vita si sente quanto ami la sua realtà raccolta e un po’ decadente, e la fa amare anche a noi (e ricordiamo tutti quanto io invece nella realtà odi i piccoli paesini, ma d’altra parte è la magia dei libri!).

Mese strano, tutto in divenire, concentrata sui libroni non ancora finiti e proiettata su “All’ombra delle fanciulle in fiore”, che mi aspetta sereno sul comodino!

4 pensieri riguardo “Libri di giugno

  1. A me Mencarelli piace tanto. Forse te ne ho proprio parlato io. Ho letto La casa degli sguardi un anno fa, sotto il gazebo in Versilia e faticavo a schiodarmi, poi anche Tutto chiede salvezza, piaciuto leggermente meno. Attendo che l’ultimo esca in economica o di trovarlo in biblio per leggerlo. Il problema è che la narrativa italiana è al soldo di un sacco di marchette e influencer che va bene fanno guadagnare e nessun editore è un ente di beneficenza ma anche basta. Poi ci sono librini belli belli di sconosciuti che potrebbero anche diventare super belli con un editing migliore, che gli editori piccoli non possono permettersi e più noti con un reale ufficio stampa. Insomma la profondità di un’opera si scontra con la pochezza di tutto. Ogni tanto qualcuno emerge, tipo Mencarelli. Vent’anni fa era più facile e diverso, per anni c’è stata la gran bolla dell’esordio col botto, vedi La solitudine dei numeri primi, Acciaio, romanzi quasi costruiti a tavolino, piuttosto discutibili a parer mio. Adesso è una roba da mettersi le mani nei capelli, da autrice certo, ma chissene, pure da lettrice, che cerca, cerca, va alle fiere, si imbatte nei libri che li ordini in libreria e arrivano dopo 1 mese perché c’è tutto il discorso del distributore e se usi Amazon sei cattiva.

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    1. Si hai ragione, me ne avevi parlato tu! In realtà poi ero talmente incattivita con gli italiani “mainstream” che l’ho “letto” solo perché era su Storytel, quindi “a portata di mano”. Io non ordino quasi mai da Amazon, perché è difficile che abbia “urgenzissima” di un libro, e ho trovato un paio di librerie molto affidabili, cosa non facile, devo riconoscere.

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  2. Tutto chiede salvezza a me non è piaciuto… ho letto tanti libri, sia di narrativa che di saggistica, sulla malattia mentale, e questo mi è sembrato molto meno incisivo di altri, ripetitivo, con personaggi stereotipati (dal catatonico al gay tutto mossettine all’infermiere buono a quello che sembra il più saggio ma poi si butta di sotto…

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    1. Il più saggio che si butta di sotto ha infastidito anche me, ma ci ho trovato tanti spunti interessanti! Questo mese ho letto anche Nannetti, che mi avevi consigliato proprio tu, davvero bello, ne parlerò nel libri di luglio!

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