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Emozioni matematiche!

Ho amato moltissimo la scuola (a volte l’ho anche odiata, eh, ma nel complesso l’ho amata molto di più), sono stata fortunata, perché ho avuto degli insegnanti spettacolari (e alcuni pessimi, ma li ho perdonati), e forse con me hanno avuto vita facile, perché praticamente mi incuriosisce tutto, quindi mi facevo insegnare volentieri. Tuttavia oggi volevo raccontare due emozioni “matematiche”, anzi una geometrica e una matematica.

La prima l’ho vissuta in prima media, credo, con una prof bravissima con la quale alla fine dei tre anni di medie ci scambiavamo anche i thriller! Comunque sia ricordo benissimo il momento in cui ci spiegò che il cerchio può essere visto come un poligono regolare con un numero infinito di lati e ci fece il disegno alla lavagna, prima un quadrato inscritto in un cerchio, poi aumentando i lati e invitandoci a immaginare asintoticamente di aumentare all’infinito quei lati. Per me fu una folgorazione, un momento puro di godimento geometrico. Ricordo che sentii quasi una vertigine all’idea, e in quel momento, proprio a me che la matematica era sempre piaciuta, procedere passo passo nelle espressioni difficili, trovare il bandolo della matassa nei problemi più complicati (ero in prima media, eh, niente di che, ma ovviamente tutto rapportato all’età), capii che la matematica poteva essere qualcosa di più rispetto a quello che avevo sempre esperito, il trionfo della logica che io amavo, ma c’era un mondo di astrazione che io non avevo mai immaginato. E niente, sono rimasta a un livello base della matematica, purtroppo, ma questo ricordo mi è molto caro.

Il secondo ricordo è più recente, risale al secondo anno di università. Ho fatto ingegneria e i primi due anni, per me, la matematica è stata un grosso scoglio. Venivo dal classico, per cui mi mancavano un po’ di concetti, li studiai da sola, ma dovevo riprendere “manualità”. Avevo un professore intelligentissimo, pare, ma completamente privo di empatia e sempre ubriaco. Una persona con cui io non potevo in alcun modo entrare in contatto. Qui ho spiegato un po’ il perché, non so se supererò mai l’odio per il calcetto che mi ha instillato. Comunque sapevo risolvere gli esercizi e passai analisi 1 e 2 al primo appello, consapevole però di non aver interiorizzato nulla. Il prof di matematica poi ce lo ribadiva di continuo, noi ingegneri facevamo una matematica che si sarebbe potuta insegnare anche ai bambini. Insomma, ero al secondo semestre del secondo anno, e stavo facendo una materia molto difficile, fluidodinamica. Il prof era esageratamente bravo, lo adoravo, e, a un certo punto, per spiegarci un concetto fluidodinamico, ci spiegò qualcosa delle equazioni differenziali di secondo grado non omogenee, scomponendo i vari pezzi e dando a ciascuno di quei pezzi un significato che io non avevo mai colto e che mi lasciò basita. Ricordo benissimo che scrivevo compulsivamente appunti su quella spiegazione per poterla ricogliere, nella sua immediatezza, e i miei compagni facevano lo stesso, ascoltavamo e ci pareva di assistere a un miracolo. E niente, di quella spiegazione non ricordo nulla, mi piace però pensare di averla vissuta, mi piace pensare che a Pisa, a insegnare fluidodinamica, c’è un prof che riesce a farti cogliere le equazioni differenziali di secondo grado non omogenee in quel modo intuitivo con cui si riusciva a cogliere che il cerchio è il poligono regolare con numero infinito di lati, mi dispiace un po’ non avere il talento di quel prof, ma non si può avere tutto dalla vita!

Comunque questo è un post scritto di getto, e dedicato ad Alidada, per dirle che non è facile fare cultura con la matematica, e forse nemmeno emozionare, ma a me è capitato, più volte (queste solo due delle più eclatanti), e insomma, ha studiato una materia davvero bellissima!

10 pensieri riguardo “Emozioni matematiche!

  1. cavolo… lo sai che ora ho il nodo alla gola? .. Questo è un colpo basso! Trovarmi qui, a quest’ora a leggere questo post carico di emozioni e di passioni. Grande Cristina! Ti ho letta in un attimo ed era come vedere un film che conoscevo bene e che mi piaceva un sacco. Hai detto ciò che vorrei raccontare anch’io e che ho timore a dire ..e non so il perché. Ti ringrazio infintamente, sei davvero preziosa! Un abbraccio e buonanotte..e grazie!

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    1. Grazie mille! Sono felice di averti regalato un’emozione, diciamo che è il mio piccolissimo “ritorno” per tutte le professoresse e i professori, ma metto anche maestre e maestri, che mi hanno regalato così tanto!

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    1. Allora, la incontro con una certa frequenza, la saluto con piacere e affetto. Oggi difficilmente amo i thriller, fanno parte di una fase così distinta della mia vita che me li regalo solo di tanto in tanto, più come “pegno” alla me adolescente che per reale piacere (a parte pochissime eccezioni, ovviamente). Purtroppo la prof lo scorso anno ha perso il marito (anche lui prof di matematica nella stessa scuola) e l’ho trovata davvero molto giù. Spero di trovarla meglio il prossimo anno, di solito infatti la incontro in estate, quando vado al mare da mamma!

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  2. Questo post mi ha fatto venire in mente lo stupore che ho provato nei primi anni d’insegnamento, nel sostegno. L’insegnante della classe spiegava il rapporto tra circonferenza e raggio, con dei pezzi di lana dimostrò con la pratica il pi greco, il famoso 3,14, che da alunna non avevo mai capito. Rimasi a bocca aperta, ancora oggi ricordo l’emozione di aver sentito il click della lampadina che si accende.

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    1. Sì, probabilmente la geometria è la via di accesso più agevole alla meraviglia della matematica! Nello stesso tempo probabilmente la matematica è la materia che più risente dell’insegnante che te la insegna.

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  3. Sono sempre stato più portato per le materie letterarie, ma solo per interesse personale. Adesso che le insegno pure a scuola, assieme al tanto prediletto latino, non so, cominciano a sorgermi dubbi. Poveri miei studenti. Comunque, è bello sapere di persone che li amano, gli insegnanti dico.

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    1. Vabbè ma penso che un insegnante poliedrico sia un gran regalo. Io mi sono sempre sentita un po’ stranita con i professori e le professoresse che dichiaravano di aver odiato altre materie! Penso che alla fine, col corretto approfondimento, ci sia bellezza ovunque, anche se poi è normale avere delle predilezioni o delle passioni!

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