Reading is sexy

Libri di settembre

Dolores Claiborne, Stephen King

Per me riscoprire SK (ormai oltre dieci anni fa), dopo la delusione de L’acchiappasogni, è stato come ricevere in dono uno scrigno con l’essenza del mio amore per la lettura da bambina. Ogni tanto lo apro e sento quest’odore incredibile di stupore e meraviglia (perché io amo sempre leggere, ma quando leggi da trent’anni è normale che sia più difficile farsi sorprendere, mentre quando leggi da bambina, mamma mia, quanti sbatacchiamenti d’animo!). Dolores Claiborne, invece, è un libro da adulti. Perché c’è una donna con una vita dura e complicata che fa cose dure e complicate, raccontate da uno SK che è stato raccontato tra le Morgane di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri e qui è più che mai chiaro il perché, e perché, davvero, quando vi diranno “Sk non lo leggo perché è il re dell’horror” io pungolerei il malcapitato con l’angolino appuntito di questo. Una storia di vita formidabile.

Patagonia Express, Luis Sepulveda

Appunti. Appunti belli. Viene voglia di non essere me a leggerlo, ma una persona che viaggia di continuo. Purtroppo sono me.

Venivamo tutte per mare, Julie Otsuka

Argomento arci interessante. Parla di giovani donne giapponesi che trovavano per corrispondenza un marito giapponese emigrato negli Stati Uniti, che le aveva tendenzialmente circuite raccontando loro un sacco di panzane. Lo stile non mi ha convinto, perché prende un argomento (tipo Il viaggio) e con decine di accenni cerca di sintetizzare la situazione di tutte quelle donne. A me piace l’approfondimento, anche se, in questo caso, capisco la funzionalità, perché ovviamente vuol darci la panoramica della situazione. Consigliato nonostante questo dettaglio, che non definirei un difetto, ma una questione legata al mio gusto personale! Terrificante l’ultima parte, quando, nel pieno della seconda guerra mondiale, la situazione dei giapponesi emigrati degenerò.

Quella cosa intorno al collo, Chimamanda Ngozi Adichie

È stato il mio primo incontro con la Adichie e sono rimasta assai colpita. Racconta la Nigeria e la vita negli Stati Uniti quando si viene dalla Nigeria e sono due nodi allo stomaco. Stavo scrivendo pugni, ma non è esatto. Non è il colpo di scena che ti ammazza, ma il mondo che piano piano ti accerchia e ti stritola, appunto un nodo, non un pugno. Morsi di consapevolezza che, sommandosi, vanno ad asfissiarti.

La cosa incredibile è che, contemporaneamente, non puoi fare a meno di pensare a quanto sia splendido essere cresciuti in quel mondo. Gli odori, i colori, il senso di famiglia della Nigeria ti entrano dentro.

Friday Black, Nana Kwame Adjei-Brenyah

Nana Kwame Adjei-Brenyah è uno scrittore americano di origine ghanese. Le sue origini si fanno sentire intensamente in queste pagine e, secondo me, è inevitabile che tanta letteratura moderna finisca per essere potentemente influenzata da questo tema, perché è un nodo, un nodo bello grosso, e la letteratura serve (anche) ad affrontare nodi, farli “sentire” a tutti quelli che non li conoscono o non ci hanno mai pensato bene. Alcuni racconti, il primo su tutti, sono folgoranti. Altri molto meno. L’effetto Black Mirror ha colpito un po’ troppo questa raccolta, proprio come quando guardi la serie, vittima del suo stesso incanto. Un’idea geniale che a un certo punto si attorciglia su se stessa e si ripete. Ecco, secondo me andava alternato un po’ più cuore ai racconti dove il futuro deviato prende il sopravvento.

Le regine dell’Avana, Miguel Barney

Bello. Specie il primo racconto. Da non leggere se già sognate L’Avana, ma non potete organizzarvi al più presto per partire. Io ora ci ho la scimmia!

Ringrazio a questo giro il blog Il Mestiere di Leggere, dal quale ho preso ispirazione per ben tre libri, questo mese (gli ultimi tre).

Audiolibri

Volevo solo camminare, Daniela Collu

Daniela Collu, della quale io sono un po’ innamorata, parla del Cammino di Santiago. Da questa estate mi è entrato in testa e sono qui che mi arrovello per capire come fare a farlo. Intanto ascolto audiolibri. Se già lo sognate ascoltatelo!

Yoga, Emmanuel Carrère

Su Yoga di Carrère ho già pronto un post, spero di pubblicarlo a breve. Come sempre bravissimo e falsissimo, come sempre tra noi due non c’è amore, ma disprezzo e ammirazione (da parte mia, lui non sa che esisto!).

Certi Momenti, Andrea Camilleri

Mentre lo ascoltavo avevo in mente questa citazione di Calvino:

“Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.”

Un librino leggerissimo che plana sul nostro cuore. Camilleri lo amo tanto quando racconta Montalbano, ma infinitamente di più quando parla di tutto il resto. Qui ripercorre alcuni incontri della sua vita. Le persone eccezionali, evidentemente, attirano le persone eccezionali.

L’isola di Arturo, Elsa Morante

Avevo letto l’Isola di Arturo molti anni fa. Ero incinta di Vale e lo trovai bellissimo, ma davvero doloroso per me (del resto ho giurato a me stessa di non leggere MAI PIU’ La storia che mi ha fatto piangere così tanto sul treno che sono arrivata all’università tumefatta). Quindi il mio cervellino, entrato in modalità “protezione”, lo aveva rimosso. La trama la ricordavo, ovviamente, ma non la bellezza. Io credo sia uno dei capolavori del ‘900, immergersi nella voce di Elsa Morante è come entrare in un flusso avvolgente e barocco, talmente suggestivo da risultare ipnotico. Poi io l’ho ascoltato letto da Iaia Forte, che metteva su un accento partenopeo così musicale, quando leggeva i dialoghi, che veramente la vorrei sul comodino, a parlarmi prima di dormire. Elsa Morante gigantesca.

Statistiche varie

Questo mese due libri di carta su sei scritti da donne, non bene, ma ben cinque su sei provenienti da culture a me lontane, benone.

Sugli audiolibri invece due su quattro scritti e letti da donne. Nessuno da culture lontane. Ovviamente, avendo un catalogo limitato, faccio più fatica a fare le mie scelte, ascolto un po’ cosa passa il convento. Inoltre, piuttosto spesso, uso gli audiolibri per riascoltare i classici, che non troverei mai l’impulso a rileggere di carta (sbagliando!). Con il mese di ottobre, ho iniziato ad ascoltare audiolibri in inglese, e spero di riuscire a proseguire, ma non quando corro, dove perdo concentrazione (ma su questo arriveranno certamente altri dettagli nel riepilogo di ottobre!). Insomma informazioni inutili a go go :D!

8 pensieri riguardo “Libri di settembre

  1. Un mese alla grande!! Intanto grazie per avere accolto alcuni miei consigli. Grazie anche perché hai espresso dei feedback molto utili a chi vorrà leggere questi libri.

    Sulla Morante siamo in perfetta sintonia. Dei miliardi di libri che ho letto, La storia è l’unico su cui ho pianto sincere lacrime. Un libro che vorrei fosse letto alle superiori.

    Su SK hai ragionissima!!

    Insomma, è sempre un grande piacere leggere i tuoi commenti, sono di ispirazione a chiunque voglia leggere.

    Buon ottobre!!

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  2. sempre inesauribile la tua esperienza di lettrice, complimenti! Mi piace molto (tra l’altro) la citazione di Calvino: ““Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.””…
    Sono incuriosita dagli audiolibri, approfondirò… 🙂
    Grazie di questo bel post che ci hai regalato, buona serata a te amica cara 🙂

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    1. Gli audiolibri sono, fantastici! Ce ne sono moltissimi gratuiti sulle piattaforme di podcast, c’è tutta la serie delle letture fatte dal programma Ad alta voce, veramente ben fatti!io ho fatto un abbonamento perché in macchina, mentre faccio la spesa, e quelle poche faccende, li ascolto, quindi ne faccio un uso massivo e mi piace avere più scelta!

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  3. Della Adichie io ho letto Americanah, che mi colpì perché raccontava una gioventù nigeriana di estrazione borghese, che va a studiare in America, ed è un po’ lontana dallo stereotipo che abbiamo sull’Africa. Senza negare ovviamente la miseria e lo sfruttamento, è chiaro; ma a volte siamo portati a pensare che tutti gli africani vivano ancora nelle capanne e parlino come Mamy di Via col vento…
    La Morante per me è una grandissima scrittrice, migliore di tanti maschi che hanno egemonizzato il Novecento letterario, compreso suo marito Alberto Moravia, che non vale un’unghia di lei. Detto questo, io con gli audiolibri proprio non me la intendo…

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    1. D’accordissimo con te sulla Morante, vorrei leggere e rileggere L’isola di Arturo, c’è tanto di quel mondo in quelle pagine! Anche a me la Adichie ha fatto un po’ questo effetto, e credo che abbattere gli stereotipi sia proprio uno dei principali fulcri delle mie letture quest’anno. Sugli audiolibri capisco molto bene, io ho “imparato” ad ascoltarli perché ho molti tempi morti (il viaggio casa lavoro, 40 minuti di auto e io non amo l’autoradio), c’è voluto del tempo, ma ora li apprezzo molto!

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