Reading is sexy

Libri di agosto

La legge dell’alternanza dei mesi funziona. Dopo un mese stellare ce n’è sempre uno mezzo e mezzo, ma mai scoraggiarsi perché il mese successivo si tornerà nell’iperuranio!

Questo è il mese dell’iperuranio 🙂 (con una sola caduta finale, ahimé).

In gratitude, Jenny Diski

Nel 2020 Matteo B. Bianchi, con il suo podcast, Copertina, era stato il mio principale spacciatore di libri. Quest’anno un pochino pochino meno, semplicemente perché, cercando di spaziare di più attraverso orizzonti a me lontani, do alcune precedenze a fonti meno a portata di mano. In gratitude però mi aveva molto colpito, quando ne aveva parlato. Non conoscevo la vicenda, e non ho mai letto niente di Doris Lessing (e nemmeno ne ho una gran voglia, al momento). Fatto sta che la Lessing, spinta dal figlio adolescente, accoglie a casa una ragazza, sua compagna di classe (del figlio), che si trova in una situazione familiare assai complicata. Non è però una storia particolarmente edificante. Sembra che le due facciano una gran fatica a convivere, Jenny è divisa tra la gratitudine e una sensazione di inadeguatezza alla quale reagisce da adolescente. Insomma, questo libro è un nodo. E l’impressione è che con queste pagine il nodo non si sia minimamente sciolto. In questa sorta di rendiconto della sua storia, a cui si intreccia la diagnosi di cancro al polmone e il racconto della malattia, la Diski gravita intorno al nodo, con riflessioni molto acute, penetranti, ma che si fermano un attimo prima che qualcosa si possa districare. Bello ma assai incompiuto.

Canta, spirito, canta, Jesmyn Ward

Forse, e dico forse, Jesmyn Ward sale sul podio dei/delle miei/mie scrittori/scrittrici viventi preferit3. Breve cappello. Jesmyn Ward ha scritto tre libri ambientati a Bois Sauvage, un paese immaginario nel Mississippi, sono tre romanzi, indipendenti tra di loro, ma legati dal filo comune di questa cittadina e dal contesto di degrado. Io ho letto questo e Salvare le ossa, mi manca l’ultimo pubblicato in Italia (ma primo scritto dalla Ward) La linea del sangue. Allora, ho letto Salvare le ossa a settembre 2020. Me lo ricordo molto bene, perché è stato il mese della mia disperazione con Vale, il mese in cui non riuscivo a gestirlo, in cui avevo l’impressione di averlo perso, emotivamente parlando. Le cose sono migliorate, non sono sempre rose e fiori, ma non c’è paragone, ma questo è un altro discorso. Fatto sta che io soffrivo per Vale e questo dolore si intrecciava a quello del libro, e lo odiavo e lo amavo (il libro, ma anche un po’ Vale, ne ho detto tre parole anche qui), e quindi, insomma, non è finito sul podio, lo scorso anno, ma forse ci doveva andare.

Canta, spirito, canta è, secondo me, meno potente di Salvare le ossa, ma più accessibile, e io mi sono lasciata “accedere”. Da marzo soffro di insonnia (il mio sonno è sempre una guerra, ma in questo periodo è particolarmente travagliato), e queste pagine le ho terminate, in un lago di dolore, una notte alle 4,30 che non riuscivo a chiudere occhio. Avevo Ludina che mi dormiva vicina e mi sono stretta a lei. Avrei voluto che ogni singolo bambino del mondo avesse l’amore che ha Ludo, che sarà imperfetto, e farà danni, ma che di sicuro si farà in quattro per proteggerla. Ecco, volevo proteggere tutti i bambini del mondo, quella notte. Quello schermo che a volte immagino su Vale (quando torna in motorino e penso a lui, e lo so che non serve a niente, ma io visualizzo una bolla infrangibile), a volte su Ludo, volevo immaginarlo su tutti i bambini che non hanno nessuno a immaginarlo per loro.

L’interprete dei malanni, Jumpa Lahiri

L’interprete dei malanni è un libro di racconti, racconti belli. Sono belli in assoluto e sono belli per me, in particolare, perché sono quello che io, in questo momento, ricerco in un libro. È come se, in questo periodo, io cercassi una sorta di disagio nei libri che leggo. Una sorta di straniamento. Ho bisogno di leggere mondi diversi, esperienze diverse, che poi si riconnettono nella nostra umanità di fondo. In questi racconti c’è un misto di shock culturali, mondi lontani, banalità viste con sguardo nuovo, che fanno sì che io mi senta me stessa e lontana da me stessa, contemporaneamente. La scrittura è molto lineare e priva di evoluzioni pirotecniche, tutto è concentrato nei dettagli, ma in questa essenzialità io ho sentito una grande eleganza. Mi è piaciuto tanto tanto.

L’ordine nascosto, Merlin Sheldrake

Questo libro non l’ho finito, quindi non dovrebbe stare qui. Ma, delle circa 300 pagine che erano, ho abbandonato solo le ultime 60, quindi mi sento in diritto di dire la mia. Parte benissimo. 100/150 pagine interessantissime, piene di informazioni. Dopo, secondo me, diventa tremendo. Sempre uguale a se stesso, altre 150 pagine di dettagli sui funghi ripetuti in salse diverse. Ho tenuto duro, poi a un certo punto mi sono detta, ma chi cacchio me lo fa fare? Vinco un premio? No. Ciao funghi, vi ritroverò, spero, in autunno, nelle tagliatelle di mia suocera!

Purgatorio, Dante

Può darsi che un giorno io troverò la voglia, l’energia e il tempo di scrivere un post sulla Divina Commedia, ma può darsi anche di no. Quindi tre parole le dico qui.

Ho finito, in linea con i tempi che mi ero prefissata, il Purgatorio. Il problema è che, secondo me, le tre cantiche andrebbero lette al contrario. Leggo di continuo che il livello poetico si innalza, procedendo nella Divina Commedia, e sarà certamente vero, ma per una capra come me, la potenza umana dell’inferno è talmente deflagrante che il resto impallidisce. Ecco, nel Purgatorio le questioni teologiche iniziano a diventare importanti, e, nella mia percezione, rubano spazio agli incontri danteschi che, nessuno riuscirà MAI a convincermi del contrario, sono le parti più belle della Commedia (per tutte e tre le cantiche). Specifico ancora. Io sono un’ignorante. Un’ignorante atea. Secondo me il Purgatorio parla in modo di più ai credenti. Perché Dante ci sente tantissimo e molte delle sue energie sono rivolte al suo splendido palazzo teologico che però, per me, rimane una speculazione. Non ho provato le emozioni che ho provato con Farinata, Brunetto Latini, Pier delle Vigne, Ugolino. Sono una capra, lo so, però non ci posso fare nulla. Team Inferno for ever!

Bilancio

Diciamo che dei libri letti, se consideriamo il totale 5 (includendo anche il purgatorio spalmato su più mesi e i fungacci malefici) ho letto 3 donne, un ottimo 60%, e due libri da culture a me lontane, 40% (ci considero la Ward, in quanto afroamericana che parla di un mondo di disagio economico e Jumpa Lahiri, americana di origine bengalese).

Mi sono dimenticata gli audiolibri!!! Rimedio subito!

Il giardino dei Finzi-Contini, Giorgio Bassani

Non posso crederci che sia passato solo un mese e mezzo da quando ho ascoltato questo libro! Non perché non lo ricordi, ma perché è stato un periodo assai intenso, credo, e mi si è affastellata roba nel cervello. Ho amato questo libro alla follia. Tutto mi è piaciuto, di queste pagine. C’è un prologo iniziale, estraneo alle vicende raccontate nel libro, che è, da solo, secondo me, un sunto e una chiave interpretativa di questo meraviglioso romanzo.

Non parlerò della trama e della meraviglia nello specifico, ma se desiderate vivere delle ore un pochino vintage e demodé, malinconiche e sincere, io ve lo consiglierei.

La matematica è politica, Chiara Valerio

Molto stimolante, mi ha fatto venire voglia di prendere i libri dell’università in mano e mettermi ad approfondire. Cosa? Non lo so, forse la fisica, della quale sono così ignorante, per farmi trascinare di nuovo sulla matematica, e poi cercare qualcuno con cui parlarne. Invece rimane un sogno, perché nella vita, purtroppo, bisogna scegliere. Bello.

Kitchen, Banana Yoshimoto

Siccome non ho ritrovato il libro, come mi ero ripromessa, l’ho ascoltato. Mi è ripiaciuto molto. Poi mi fa pensare a Francesca Bianca che cucina. Ho leggiucchiato le recensioni su Goodreads e l’ho trovato un po’ sottovalutato. A me piace molto leggere di mondi in cui le famiglie sono quelle che ci si creano e non quelle che ci si ritrovano. Ecco secondo me Kitchen è la storia di una ragazza che cucina e che si ritaglia una famiglia. E io mi ci sono sentita bene.

13 pensieri riguardo “Libri di agosto

    1. Jhumpa Lahiri non ricordo come l’ho scoperto, ma ha finito da poco Quella cosa intorno al collo, che avevi suggerito proprio tu nel post dei racconti, ne parlerò nel post dei libri di settembre! Bassani l’ho ascoltato, ma credo che comprerò anche il libro, perché è davvero notevole!

      Piace a 1 persona

  1. il giardino dei Finzi Contini = libro cult della mia adolescenza, film superbo, e niente capolavoro assoluto e amatissimo. Kitchen letto quando uscì, piaciuto ma non ricordo nulla e non mi indusse a leggere altro di Banana Yoshimoto.

    Piace a 1 persona

    1. Davvero, Finzi Contini non ho proprii capito come ho potuto ignorarlo così a lungo! Io credo che leggerò altro della Yoshimoto, magari come intermezzo leggero ma non stupido quando sarò affaticata da letture più pesanti!

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