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Canazei, parte I

Quest’anno la scelta di venire sulle Dolomiti è stata dettata dal bisogno totale di staccare e ricaricare le energie. Avrei avuto anche moltissima voglia di un viaggio itinerante, ma sono stata frenata per due motivi:

1) Ludina diventa abbastanza noiosa con il caldo, e temevo che, anche andando la prima settimana di settembre, (pensavo a un tour della Sicilia), portarla in giro con 35 gradi potesse diventare fonte di stress, ed era l’ultima cosa che desideravo.

2) Partendo senza il Nano, che ha ricominciato gli allenamenti già da luglio, se fossimo andati all’estero, dove non ci potesse essere da temere caldo esagerato, se avessimo preso il COVID saremmo rimasti bloccati lontani da lui chissà quanto, ed io stavo in ansia.

Per il futuro, siccome l’esperienza di camminare in montagna, per me, è impagabile, spero di riuscire a organizzare qualche giorno di ferie a giugno, per venire nel Nord Italia (quando possiamo andiamo anche sugli Appennini, ma, ahimè, non sono paragonabili, specialmente se vai con bambini) e poi fare un’altra tranche di ferie a fine agosto/inizio settembre.

Ma torniamo a questi giorni! Siamo partiti con zaino portabimbi e passeggino da trekking e, nelle nostre intenzioni, c’era di alternare un giorno di camminata faticosa e un giorno dedicato più a far divertire Ludina. La Val di Fassa offre talmente tante possibilità che in effetti c’è l’imbarazzo della scelta.

Sin da giugno avevo prenotato un hotel a Canazei, in mezza pensione. Abbiamo scelto ancora la Val di Fassa perché, con Ludo così piccola, credo sia il miglior compromesso tra camminate bellissime e offerta per i bambini.

Il primo giorno abbiamo scelto di andare alla Val San Nicolò. Pur avendone sentito Meraviglie è sempre difficile essere pronti alla bellezza delle valli dolomitiche. Noi abbiamo deciso di non prendere la navetta, e siamo partiti dal parcheggio dietro il camping vidor, in tutto quindi abbiamo camminato 14km con circa 500m di dislivello. Abbiamo portato il passeggino, ma non è stata l’idea migliore, perché Ludo non aveva pace lì sopra, scendeva continuamente per camminare, ma quando ha iniziato ad essere stanca non ci voleva rimontare. Insomma, 14km e 8000 canzoni della Disney cantate! Siamo arrivati al rifugio Le Cascate e ci siamo sfondati di polenta col formaggio, mangiando con quella serenità che solo la consapevolezza di aver camminato come un ciuco trainando zaini, passeggino e Ludo in salita ti possono dare (serenità immotivata, perché le mille calorie consumate sono recuperate con gli interessi, ma lasciamo perdere!). Mentre ingurgitavamo le nostre polente ha iniziato a piovere, ma, potere del formaggio fuso, non ci siamo persi d’animo, e siamo scesi felici chiudendo Ludina nel suo passeggino spaziale con cappottina impermeabile (può diluviare, lei rimarrà all’asciutto, per i girelloni come noi investire in un ottimo passeggino da trekking è la scelta migliore, se si riesce a superare il dramma di pagarlo quanto un motorino). A metà discesa smette di piovere e ci imbattiamo in un gruppo di asini sfuggiti dal recinto. Gioia e tripudio. Posso riassumere le mie ferie con “rincorri tutte le bestie della Val di Fassa per farle accarezzare alla figliola”, e qui ne ho avuto un primo assaggio. Uno degli asini era anche un po’ irritato (perché un altro voleva, come dire, concupirlo) ma Ludina, ignara dell’affaire in corso, ha comunque tentato di abbracciarlo.

Alla fine la Nanetta ha camminato per circa 4 km, uno e mezzo all’andata, in salita, due e mezzo al ritorno. Non ho metri di paragone per la sua età, quindi non so se l’impegno che sto mettendo a farla diventare una macinatrice di chilometri prometta bene o no, ci sta anche che, per reazione alla famiglia iperattiva, si affezioni solo al divano!

Il giorno successivo abbiamo pensato di dedicare la giornata a lei e siamo saliti con la funivia da Vigo di Fassa al Ciampedie, dove si trova un parco dedicato ai bimbi con qualche piccolo gonfiabile, tappeti elastici (l’attività più apprezzata) e vari altri giochi. Dopodiché siamo andati a piedi, ancora con il passeggino, a fare la breve passeggiata verso il rifugio Gardeccia, piacevolissima, nel bosco! Anche qui abbiamo incontrato delle amabili mucchine che sono state ben più apprezzate del parco giochi (peccato che una avesse deciso che i miei pantaloni erano ben più saporiti dell’insipida erbetta e abbia tentato più volte di masticarmeli), anche qui mi è toccato rincorrere le amichevoli bestiole perché, a detta di Ludo, quelle che non venivano accarezzate rimanevano tristi! Abbiamo pranzato al rifugio Stella Alpina (altra polenta!), e io ero disperatamente attratta dAi 50 minuti che mi separavano dal rifugio Vajolet, stavo quasi per mollare marito e figlia al solicchio, ma, molto rapidamente, il cielo si è oscurato. Memore dell’acqua presa il giorno precedente abbiamo deciso di rientrare e non sfidare la sorte, perciò, mesta mesta, sono tornata alla funivia. Verrà il giorno in cui riuscirò ad venire in montagna da sola e sfondarmi di chilometri!

3 pensieri riguardo “Canazei, parte I

    1. Allora, onestamente io parto già avvantaggiata, perché sono un’appassionata della Disney e ne sapevo diversi a memoria, specie tra quelli anni 90 (La Sirenetta, La bella e la bestia, il re leone), ma ora sto facendo un corso avanzato anche per i più recenti!

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