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La Bohème, a Torre del Lago Puccini

Sabato ho fatto una cosa che credo rimarrà impressa nella mia mente molto molto a lungo. In un momento di ispirazione (grazie Facebook che me l’hai suggerito, sono la prima a lamentarmi della pervasività dei social, ma in questo caso ringrazio e porto a casa) ho comprato i biglietti per andare a vedere La Bohème, di Giacomo Puccini, al Teatro Puccini a Torre del Lago. Con me è venuta la mia fedele complice, la sorellina, che ha reagito con entusiasmo alla mia proposta. Mi sono comprata il libretto (perché sono un po’ secchiona inside), ho studiato la storia dell’opera e l’ho ascoltata su Spotify (anche se il Rodolfo di Pavarotti ha un tantino sballato le mie aspettative), un binocolino, e mi sono messa ad aspettare con ansia ed entusiasmo questa serata. Nel frattempo, come mio solito, importunavo tutti quelli che mi sembrava potessero avere un minimo interesse per la cosa, anche per chiedere consigli, visto che ero mai stata all’opera, e volevo capire quale fosse il modo per fruirla al meglio (spoiler, l’avrei adorata comunque, senza sapere nulla, senza libretto, senza consigli, ma questo minimo lavoro preparatorio mi ha permesso di incrementare e prolungare il piacere!).

Lla scelta della Bohème è stata un po’ obbligata, era l’unica ad essere rappresentata di sabato, e per me logisticamente era molto più semplice, perché avevo la sicurezza di avere Patri a casa per mollare la Ludina, e che avesse ancora biglietti disponibili. L’alternativa era la Turandot, però ho preferito scegliere l’altra perché, leggendo in giro, mi è sembrato che fosse più accessibile ad un’ignorante come me. 

Sabato sera, infine, la data tanto attesa è giunta. Chiarina e io siamo partite, elegantine e carichissime, piene di entusiasmo e curiosità. L’arrivo a Torre del Lago è stato decisamente d’effetto. Un sacco di persone elegantissime, nello scenario incantato del lago al crepuscolo, le ville antiche, i giardini un po’ trascurati ma proprio per questo più affascinanti , perché inselvatichiti, aver trovato l’ultimo parcheggio disponibile (culo!), insomma, sembrava di essere entrati in un piccolo mondo un po’ antiquato e bellissimo, in cui noi eravamo solo due piccole comparse pronte a godersi lo spettacolo. Abbiamo passeggiato una ventina di minuti, sempre gorgogliando di soddisfazione, mangiato un panino, e siamo entrate. La fortuna, quella sera, era dalla nostra parte, perché lo spettacolo della scenografia, con la luna quasi piena sullo sfondo che si rifletteva nel lago quieto, era talmente commovente che ci ha messo nella miglior disposizione d’animo possibile per goderci lo spettacolo. Unico fastidio, il mio iphone non è stato assolutamente in grado di fare una foto accettabile della bellezza della luna, perciò tanta meraviglia rimarrà impressa solo nella mia memoria. Sto meditando di comprare una macchina fotografica seria, ma temo che la mia insensibilità artistica la renda solo uno spreco di soldi. Però per la serata di sabato ne sarebbe decisamente valsa la pena. 

Una volta raggiunti i nostri posti (eravamo molto, molto in fondo), ci siamo guardate intorno, è sempre bello studiare le persone che partecipano a un evento che per te è una completa novità, c’erano signore di mezza età evidentemente abituate a venire all’opera, che canticchiavano le arie negli intervalli, a mezza voce, e che mi hanno fatto pensare che anche io, un giorno, vorrei aver collezionato un bel po’ di queste esperienze meravigliose, c’erano ragazzə giovani e super glamour (ma non mi sono mai sentita inadeguata, anche se ero così poco glamour rispetto a loro, ero troppo contenta di esserci, lə ho solo ammiratə acriticamente consapevole che glamour non sarò mai), c’erano persone capitate lì un po’ per caso, simili a noi, e numerosə ragazzə che studiano canto (si capiva dai loro discorsi, lə avrei abbracciatə ad uno ad uno, perché studiare canto lirico nel 2021 mi sembra di per sé una forma di resistenza al degrado generale).

A questo punto è iniziato lo spettacolo. Non ho le competenze per andare nel dettaglio, ma il fatto che musica, recitazione, emozione, letteratura si siano unite su quel palco mi ha regalato dei momenti di puro godimento. Ho avuto i brividi diverse volte, dall’aria penso più celebre, quella de “La gelida manina”, alle arie cantate dalle due soprano. Ho adorato i momenti in cui Puccini ha sdrammatizzato la storia, i momenti “buffi”, l’ironia, e ovviamente sono caduta in deliquio nel finale.

Se non vi è mai capitato di sentirlo io vorrei suggerire di ascoltare l’aria “Sì, mi chiamano Mimì”, c’è un punto, verso la fine, di una bellezza stupefacente:

“Ma quando vien lo sgelo

Il primo sole è mio

Il primo bacio dell’aprile è mio!”

Per chi ha la passione della musica dal vivo è una sensazione conosciuta, quei momenti in cui la musica entra in risonanza con tutte le persone che sono ad ascoltarla e senti il cuore ingigantirsi nel petto ed andare a occupare tutto lo spazio che c’è. Mi sono venute le lacrime agli occhi. 

Mi sento sempre enormemente ispirata e grata quando faccio una cosa nuova così bella, sono così felice di esserci andata! Ovviamente ora sono entrata in un loop terribile, per cui spulcio programmi di teatro e mi dico “no, devo andare qui, e qui, e anche qui”, e questo entra in conflitto con il mio gentil portafoglio, che subito si offende anche al mio vago pensar “certo potrei prendere il biglietto un pochino più vicino… giusto per vedere meglio quelle splendide scenografie (che sono un’altra cosa bellissima del teatro)”. Dovrò darmi una regola, ovviamente, ma al momento avrei individuato La Traviata, al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, in piccionaia!

Ho persino convinto una collega a venire con me, visto che la sorellina parte per Duisburg a fare la specialistica in Economia Orientale (Giappone e Corea), sono fierissima di lei!

18 pensieri riguardo “La Bohème, a Torre del Lago Puccini

  1. Sono una melomane e mi sono laureata in storia della regia lirica. Praticamente parli di parenti quando parli di Mimí o Violetta. Sono qui: usami. Chiedi quello che vuoi senza ritegno. E no, non direi che Turandot sarebbe stata più difficile. Turandot è una favola e ha uno dei finali più belli ( sebbene non sia stata terminata da Puccini) che ci siano. Turandot è un capolavoro assoluto! Ma credo che potrei parlare per sempre… e non ho neanche citato La Tosca… e Verdi… e Giordano… addio! Io vidi una Butterfly a Torre del Lago così delicata… vabbè… basta…ti invidio!

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    1. Ma non ti preoccupare, con il tempo ho intenzione di vedere TUTTO quello che hai nominato! Allora prima domanda: mi consigli La Traviata o Rigoletto? Ci sono entrambi a Firenze, io ho scelto a pelle La Traviata, ma magari sbaglio! È per farmi una prima idea di Verdi, anche in contrasto a Puccini, come mi hanno consigliato tutti! Altra domanda, quanto mi devo informare sugli esecutori? Cioè devo cercare di scegliere soprano e tenori molto quotati o una capra come me non percepisce bene la differenza? Perdonami le domande stupide, ma sono completamente digiuna! Turandot o Madama Butterfly sono gli obiettivi della prossima estate, il festival di Torre del Lago, negli anni, ne ha sempre rappresentata almeno una delle due, e i prezzi sono onestamente più accessibili dei teatri al chiuso!

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      1. La Traviata tutta la vita, per diverse ragioni. Per te che non sei ANCORA una melomane, la Traviata è più riconoscibile e quindi più facile da conoscere. Ma anche perché è una storia modernissima, e il Verdi l’ha raccontata con più pancia, secondo me, perché era una storia che si sentiva addosso. La sua compagna Giuseppina Strepponi era stata molto criticata perché era “divorziata” e la società l’aveva condannata: “l’uomo implacabile per me sarà” dice Violetta e sembra fare eco a Giuseppina.. E infatti Verdi ha ambientato la vicenda nel suo contemporaneo, facendo davvero scandalo ai suoi tempi (la prima fu un fiasco clamoroso).
        Per gli interpreti, ti dico cosa faccio io: me ne frego. Cioè è ovvio che un cast forte è meglio, ma di solito sto più attenta alla regia, che fa la differenza fra uno spettacolo ben fatto e una rappresentazione vecchiotta. Ma tu che inizi, goditi la storia! Di Turandot ho già straparlato. Secondo me è un capolavoro. Una struttura narrativa modernissima. Calcola solo che la protagonista non si vede per tutto il primo atto, e tu la conosci solo dai racconti e dalla tensione degli altri. Bellissima! Madama Butterfly studiala prima, perché sembra facile ma ha sfumature potentissime. Ecco… ho straparlato ancora… 🤦🏻‍♀️

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      2. Fai benissimo a straparlare!!! Io sono rimasta davvero incantata e ho “fame” di saperne di più! Peraltro non è facilissimo trovare qualcuno che se ne intenda! Bene quindi, la mia scelta di “pancia” de La Traviata era azzeccata, devo solo aspettare il 30, con l’apertura delle prevendite, e comprare! Grazie mille!

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  2. Da profanissima, che ha però visto Rigoletto all’Arena di Verona, tanti anni fa, è un’opera con una storia proprio godibile. Contiene la celebre “la donna è mobile”. Il Duca di Mantova lo interpretava – sto andando a memoria senza controllare nulla, scrivo Duca di Mantova e già sono piena di dubbi, magari non era un duca, davvero sono passati più di vent’anni credo, dicevo interpretato da Leo Nucci che all’epoca era il top ma io arrivai lì agitata e ignorantissima con un ragazzo vicentino che mi piaceva taaaaanto e che no, non concluse la serata romanticamente, ma con un saluto sul portone dell’hotel dove pernottai sola, mentre lui tornava a casa sua. Però l’opera fu pazzescamente bella, anche se non ho ripetuto l’esperienza.

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    1. Anche nel tuo caso penso che anche l’Arena di Verona ci metta del suo, a livello di emozioni! Simpatico il ragazzo vicentino! Diciamo che un’opera all’arena la metto in wishlist per il 2023, la prossima estate vorrei dare ancora spazio a Torre del Lago, mi sembra impossibile aver avuto una cosa così a 50 minuti di macchina e non averne mai approfittato!

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  3. Sono due esperienze totalmente diverse. L’Arena davvero la godi sulle opere epiche… Aida, Turandot, appunto Rigoletto, dove puoi fare spostamenti di masse, scene immense, e grande profondità di palco. Nelle opere più “da salotto” come Traviata, Butterfly l’arena è un po’ dispersiva… Torre del lago nasce a misura di Puccini… Lì magari gli spettacoli sono più modesti per impegno scenico, ma sono pensati per quella dimensione. A Torre del lago ho visto anche “la fanciulla del west” che meriterebbe più fortuna di quella che ha avuto, non fosse altro perché anticipa tantissima iconografia western che si pensa sia nata al cinema. Ma se dovessi dire qual è stato lo spettacolo più bello a cui ho assistito è stata una Tosca alla Scala con la regia di Ronconi. Ero giovane, ma ho fatto una giornata di fila per avere i posti, che all fine non c’erano più. Ricordo che li ho pagati 6 volte a un bagarino (1 biglietto in realtà, perché ero da sola. Erano 60.000 lire contro le 10.000 del loggione). Erano un mese di lavoro al giornale per cui scrivevo, ma andava bene così… non lo dimenticherò mai.

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