Reading is sexy

Libri di luglio

Dopo un mese trionfale ecco un mese fiacco. Mica può andare sempre tutto per il verso!

Libri di carta

L’Agnese va a morire (Renata Viganò)

Intendiamoci, è un bel libro, importante e da leggere. Ma io sono stanchissima. Proprio distrutta. Non so come fare a passare questo agosto prima delle due settimane di ferie a settembre. E mi metto a leggere questa storia, così importante, per l’amor del cielo, ma così dura, piena di freddo, gelo, dolore, morte, disperazione, ma anche di valori, di idee, di crescita e un pochina di speranza. Ecco, direi che va letto. Dopo un libro leggerino. Magari in inverno, oppure a ridosso del 25 aprile. Io ero troppo stanca per lasciarmi davvero catturare. Ma mamma Agnese rimane comunque nel cuore.

Il libro delle case (Andrea Bajani)

Ossignore cosa ho fatto di male. Idea molto molto carina, raccontare una persona attraverso i luoghi in cui ha vissuto. Se si fosse potuto raccontare una persona un po’ meno cliché, però, sarebbe stato meglio. Meno male che lo Strega non l’ha vinto lui (riesce perfino a farmi sentire contenta per Trevi, che, almeno, scrive da Dio).

Lucertola (Banana Yoshimoto)

Ho letto Kitchen, di Banana Yoshimoto, credo in seconda media, e sono rimasta incantata. Poi ho letto qualcos’altro (chissà, forse proprio questo) e ho deciso di metterci una pietra sopra. Perché, però, non me lo ricordo davvero. Tra l’altro ricordo benissimo che comprai Kitchen alla coop, e mi sentii importante, perché non era un libro da ragazzi e perché me l’aveva consigliato la mamma di una mia compagna di classe trattandomi proprio come un’adulta, facendomi sentire molto orgogliosa. Chissà qual era il libro di Banana che mi aveva lasciata così fredda. Lucertola non è un capolavoro, ma sono racconti che mi hanno comunque lasciato qualcosa. Forse è l’atmosfera giapponese, che negli ultimi tempi tanto mi colpisce, quello straniamento emotivo che solo questa cultura mi fa sentire così forte, fatto sta che mi è piaciuto. E ora ricerco Kitchen.

Alabama (Alessandro Barbero)

È un no, ahimé. E io amo Barbero, sono enormemente di parte. Ho anche la sua t-shirt, per capirsi (quando a lavoro qualcuno lo riconosce mi sento parte di una comunità!). Però qui no. Non l’ho capito questo libro, perché la trama è troppo sfumata e la ricostruzione storica non colpisce nel segno. Mi ha annoiato e ho desiderato solo chiuderlo e archiviarlo in libreria.

50% di libri scritti da donne, dunque bene, solo un 25% da culture lontane da me, meno bene.

Audiolibri

Qui è andata molto meglio, ma erano due “riascolti”. 

Jane Eyre

Jane Eyre non è mai stato uno dei miei classici preferiti. L’ho letto diverse volte, da piccola, ma io ero una bambina estremamente disinteressata alle storie d’amore, così tanto disinteressata che trovavo stucchevolissima questa istitutrice che si innamora del suo primo datore di lavoro (il fatto che fosse il primo mi disturbava, mi induceva a pensare: “ma come? Esci dal collegio e il primo uomo che incontri, peeeem”). Riascoltato ora mi è sembrato moderno e potente. Una donna indipendente e volitiva, con le idee chiare, davvero una storia da leggere. La voce di Alba Rohrwacher è azzeccatissima, così giovane e fresca (una cosa carina, legge i passati remoti tipo “obbedii” come se avessero un accento sulla ì, tipo “obbedì”, l’ho trovato un piccolo difetto di pronuncia adorabile) e quando, pochi giorni fa, ho riguardato Perfetti sconosciuti, ero deliziata dal sentire Jane a quella cena tra amici. È un audiolibro lungotto, supera le 15 ore, ma non annoia mai!

Poirot sul Nilo

Anche Poirot sul Nilo è stato un ascolto molto piacevole (ultimamente sono in questo trip di audiolibri Christiani, niente mi rende più godereccia della zia, quando li finisco ne sento proprio la mancanza!). Non ricordavo che l’inizio fosse così lento, ed ero perplessa, perché nella mia mente avevo memoria di una storia molto coinvolgente, ed è proprio così, passata l’introduzione, necessaria, stavolta più di sempre, perché tutti i personaggi hanno un loro mondo da farci scoprire! Adorabile!

6 pensieri riguardo “Libri di luglio

    1. All’Agnese ripenso spesso, mi dispiace averlo letto in un momento di particolare fatica, perché non me lo sono goduto come avrebbe meritato! Ricambio l’augurio, anche se il ferragosto è passato, ma c’è comunque la fine di agosto!

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  1. Abbiamo comprato Alabama in vacanza, come sai sono devotissima a Barbero, e questo romanzo ha la caratteristica rara di interessare sia me che mio marito, ha iniziato a leggerlo lui e deve ancora finirlo. Se lo sta un po’ trascinando, dice che gli piace, ma forse non è così avvincente neppure per lui.
    E niente, zia Agatha rimane sempre al top in qualsiasi formato di lettura o ascolto, pure certe pellicole sono molto godibili e le rivedo sempre volentieri.

    Piace a 1 persona

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