Reading is sexy

Libri di giugno (sempre più in ritardo!)

Se penso ai libri di giugno visualizzo una cavalcata trionfale con la marcia trionfale di Verdi in sottofondo. Ho letto della roba eccezionale. Tripudio e gaudio. Pappaaapapapapapapa…

Libri di carta

La figlia unica, Guadalupe Nettel

Ne ho scritto qui. Si crogiola felice su uno dei gradini del podio 2021.

L’imperatore del male, Siddhartha Mukherjee

Non so come sono arrivata a questo libro, ma è un tomone premione pulitzerone che parla della storia del cancro. L’ho letto poco dopo Malattia come metafora, della Sontag, e i due testi si fanno vicendevolmente luce. Premessa necessaria. L’imperatore del male cita di continuo la Sontag, ma, in qualche modo, le va contro. La Sontag vuol ridimensionare il linguaggio attorno alla malattia, L’idm, spesso, si lascia andare a una trattazione molto “mitica”. È l’unico difettuccio che gli posso trovare. Per il resto una storia interessantissima per chiunque, affronta il cancro da moltissimi punti di vista, e io ho vissuto 15 giorni a cercare momenti per leggere e saperne di più. Nonostante il tema terribile quando l’ho finito mi è mancato. Interessantissimo.

L’uomo che allevava gatti, Mo Yan

Credo di non aver mai letto un libro di uno scrittore cinese, prima d’ora. Dello stesso autore, premio Nobel per la letteratura, mi spaventava molto Sorgo rosso, perché lo sapevo terribile e senza pietà nei confronti dei suoi personaggi e dei suoi lettori. Lo è. Alcune figure di queste pagine sono indimenticabili. E indimenticabile è la Cina terribile e piena di poesia che racconta. Ma verrà il tempo anche di Sorgo rosso, perché non bisogna indietreggiare di fronte ai libri che ti prendono a cazzotti, casomai vanno intervallati con cosine più leggere!

L’unica persona nera nella stanza, Nadeesha Uyangoda

Questo libro lo dovrebbero leggere tutti. Ma proprio tutti. Perché non è più accettabile che si abbiano dubbi sul mondo di tanti nostri concittadini! È un esercizio di ascolto, perché persone in situazioni diverse dalle nostre possono avere problemi diversi dai nostri che, un po’ per ignoranza, un po’ per disattenzione, un po’ per cultura, un po’ per la vita frenetica, sono difficili da intercettare. Però si ascolta, si riflette, si prova a migliorarsi un pochino, ci si riesce a metà, ma è un processo iterativo, magari uno scalino lo si è fatto!

Il sentiero delle babbucce gialle, Kader Abdolah

Oh che mese benedetto! Un altro libro da podio. Io lo sapevo, eh, perché avevo tanto amato la casa della moschea. Però per un pochino avevo dubitato. Perché Il sentiero delle babbucce gialle ci mette un pochino di più ad ingranare, rispetto all’altro. Nel complesso direi che, comunque, è un pelo inferiore a La casa della moschea, sebbene sia un libro di assoluto valore. Il fatto è che la statura del protagonista è, secondo me, un po’ differente. Mentre Aga Jan vive di un respiro universale, la sua dimensione familiare è così intensa che è come se si portasse sulle spalle l’umanità intera, personificata nelle sfaccettature di tutti i suoi congiunti, Sultan è molto più concentrato su se stesso, portando avanti, pur nella sua interazione stretta con la storia, le proprie istanze, praticamente in esclusiva (ciò non vuol dire che non sia attento alla comunità, anzi, si sacrifica, ma sono decisioni che lui prende rispondendo sempre e solo a se stesso).

Questo, secondo me, inficia un po’ l’elemento empatico della storia; ciò non toglie che questo sia uno dei libri più belli del 2021.

AUDIOLIBRI

Al giardino ancora non l’ho detto, Pia Pera

La vittoria di Trevi allo Strega mi ha un po’ contrariata. Ne avevo letti 3 su 5, della cinquina (Borgo Sud non mi ispirava per nulla e per Il pane perduto sono in coda in biblioteca, ma mi si dice che non valgano la pena) e Trevi veniva subito dopo la Caminito, in ordine di preferenza (Bajani proprio no), ma molto dietro anche Sembrava bellezza, per il cui ingresso in cinquina sono ancora infastidita. Il fatto è che, a distanza di tempo dalla lettura, solo Sembrava bellezza sopravvive nella mia mente, con un’originalità della voce che io sento chiara, pur nel fastidio dell’antipatia che, come ho già scritto, la Ciabatti mi suscita. Comunque sia qualcosa di buono Trevi l’ha pur fatto, facendomi conoscere Pia Pera. Queste pagine sono un gioiello. Questa cronaca della malattia (SLA) e del suo giardino è un faro nel buio, e io sono stata molto toccata dalle sue parole, che ho sentito davvero oneste, alternando tratti di lucidità straordinaria a momenti di scoraggiamento cosmico (più che motivato).

Il pericolo senza nome, Agatha Christie

Ah zia Agatha. Le recensioni non sono tra le migliori di questo Poirot minore, ma io l’ho trovato delizioso. Prima di tutto perché ritrova Hastings, ed io voglio un gran bene ad Hastings, poi ci sono tanti piccoli dettagli adorabili, in queste pagine, e la casa assai suggestiva in cui è ambientata, insomma, io me lo sono goduto immensamente!

Momenti di trascurabile felicità, Francesco Piccolo

No. Proprio no. Assolutamente no. Inconcepibile, per me, che possa piacere. L’ho trovato davvero fastidioso. Solo due parti mi sono piaciute, quelle delle bottiglie di vino e quelle dei librini. Le altre insopportabili. Mai vorrei conoscere Piccolo. Dubito che troverò il coraggio di leggere altro.

12 pensieri riguardo “Libri di giugno (sempre più in ritardo!)

  1. Quando si parla di Agatha Christie tutti pensano a Poirot, molti pensano anche a miss Marple, ma soltanto i suoi lettori più fedeli conoscono anche il suo personaggio più sottovalutato, Parker Pyne. Agatha Christie non gli ha mai dedicato un romanzo, ma è il protagonista di alcuni dei suoi racconti più belli. Sono raccolti quasi tutti nell’antologia intitolata “Parker Pyne indaga”.

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  2. Agatha è un gigante! Il mio investigatore preferito è Miss Marple, perché trovo Poirot un po’ troppo irritante, anche se alcuni dei romanzi che lo vedono protagonista sono degli autentici capolavori. I personaggi minori come Parker Pyne o Tommy e Tuppence sono, appunto, minori.
    Per il resto, straordinario Al giardino… e io sono stata felice della vittoria di Trevi, ma devo dire che è anche l’unico che ho letto tra i 12 dello Strega. Anche per me Francesco Piccolo “no, proprio no”.

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  3. Al giardino ancora non l’ho detto è un libro meraviglioso, profondo e commovente. A me è piaciuto molto anche Due vite. E Mo Yan è un grandissimo: Sorgo rosso è un capolavoro, leggilo, e magari guarda anche il film.
    P.S.: naturalmente adoro Dame Agatha!

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