Qualche volta corro

La runner voyeur

In questo periodo, da settembre, direi, una volta finito il caldo asfissiante, la corsa è tornata ad essere un punto fermo, per me. Non corro molto, di solito 3 volte a settimana 8-10 km, magari qualcosina di più la domenica, ma niente di che, però è quello che mi serve. L’aria aperta nel mezzo alla campagna mi aiuta ad affrontare le lunghe giornate alla scrivania e acquieta il senso di claustrofobia della zona rossa.

Faccio sempre lo stesso percorso, parto da casa e vado verso Molino a Egola e poi verso La Serra, due piccole frazioni intervallate solo da campi e boschetti; conosco ogni scorcio di questa strada, conosco le poche persone che incrocio, siamo sempre i soliti, e mi scambio saluti festosi e incoraggiamenti coi ciclisti.

Ma c’era un angolino che, fino a poco tempo fa, quando sono uscita di notte, mi ero persa. È una specie di mansarda, ma abbastanza alta, con la parete che dà sulla strada che è un’unica grande vetrata. In realtà non dà sulla strada direttamente, ma su un cortile, per questo non l’avevo mai notata, ma la sera, illuminata, non ho potuto fare a meno di vederla, e di vederne, di sfuggita, l’interno. È uno studio, vedo la scrivania, la libreria, ed ha le pareti dipinte di un colore tra il rossiccio e il mattone. Non so come ci sia riuscito chi la abita, ma il vero capolavoro sono le luci. Ogni volta che ci passo e ci sono le luci accese io penso che sia il luogo perfetto per studiare e leggere. Queste luci sono perfette, non troppo forti, confortevoli, calde, consolanti.

Ora non corro mai col buio, la pausa pranzo è tornato il mio regno, ma nonostante questo, ogni volta che passo di lì, ci butto un occhio, sentendomi un po’ una voyeur! Mi immagino leggere in una poltrona, vicino alla vetrata, in quella splendida luce che, con le pareti rossicce (mai prese in considerazione le pareti rossicce, mi sembravano asfissianti), crea questa specie di nido ovattato. Non ci ho mai visto nessuno (in realtà è piuttosto lontana dalla strada, per cui intravedo e basta, eh, sennò poi mi prendete per una stalker!) e spero di non vedere mai chi ci sta. Mi piace così, a immaginare per me quell’angolino, con un buon libro, un bel disco e un bicchiere di vino. E che la poltrona sia morbida, grazie, e copertina-dotata. Dopo una bella corsa, riposarmi lì… proprio una favola!

2 pensieri riguardo “La runner voyeur

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