Reading is sexy

I librini che ho regalato quest’anno

Io adoro fare i regali di Natale. Se avessi una maggior disponibilità economica probabilmente esagererei e metterei chiunque in imbarazzo facendo regali esagerati anche ai conoscenti. È che mi piace vedere le persone soddisfatte quando scartano, perciò mi impegno per trovare qualcosa di azzeccato (non sempre riuscendoci). Detto così sembrerei un giocondo amabile elfo, ma ovviamente non è così, perché in realtà la mia massima aspirazione è indovinare il regalo, ma soprattutto INDOVINARE IL LIBRO, per cui, a meno che proprio non mi trovi di fronte qualcuno di allergico alla lettura, io cercherò SEMPRE di regalare un libro.

Da qualche anno a questa parte, poi, cerco in ogni modo di evitare gli acquisti online, a meno che non sia proprio qualcosa che non posso procurarmi nei negozi o che la differenza di prezzo sia abissale (fifa 20 per il Nano, 37€ su Amazon, 69 da Comet, ho ceduto, per scoprire il giorno dopo che da game stop costava 39, uff), e per i libri, ovviamente, cerco sempre di acquistare in una splendida piccola libreria indipendente, a Pontedera, Equilibri, con una giovane libraia dall’incantevole gentilezza. Quest’anno gli unici due libri comprati online sono stati per sfruttare un buono sul sito del libraccio ottenuto ordinando i libri di scuola del nano, per il resto tutto nella mia adorata libreria. 

Ma andiamo a cominciare. A Barbara, che ama la scrittura pirotecnica e brillante, ho regalato Una cosa divertente che non farò mai più. Non so se le piacerebbe il DFW della narrativa, ma a quello dei saggi è impossibile resistere, sono curiosissima di sapere cosa ne pensa. 

A zia Emi ho regalato La camera azzurra, il mio preferito in assoluto di Simenon, un capolavoro di ambiguità che ho anche ascoltato in audiolibro letto da Santamaria, che perciò ho associato al protagonista, con quella voce un po’ strascicata, veramente eccezionale, secondo me!

Alla sorella leghista, oltre ai biglietti per il concerto dei Red Hot (che in realtà sono un regalo per tutte e due) ho regalato Nickel Boys, in italiano i ragazzi della Nickel, ne parlerò anche nella classifica dei libri del 2019. È una storia di lotta per i diritti civili negli Stati Uniti degli anni ‘60. Ha un grande impatto, ma anche una grande sobrietà, per cui tocca senza voler a ogni costo commuovere, solo perché la storia parla da sola. 

A Eleonora, la collega che ama i classici, ho preso i Dubliners, perché è importante ricordare “ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”, e perché spero che non l’abbia letto!

A Giulia, l’amica che legge solo due tre libri all’anno (uno è sempre quello che le regalo io), e quasi sempre sul tema della violenza sulle donne o comunque su temi sociali (è un’assistente sociale, e per lei è una vocazione, per cui le sue letture sono un sostegno al suo lavoro) ho preso Manuale per ragazze rivoluzionarie. L’ho letto l’anno scorso e l’ho trovato di grandissima ispirazione, ha davvero mutato un po’ il mio sguardo, specialmente riguardo alla “sorellanza”. Mi spiego meglio, io sono sempre stata abbastanza immune dalle preoccupazioni dei giudizi altrui e molto indipendente nelle scelte. Sono femminista e non me ne vergogno, se mi prendono in giro, amichevolmente o meno, faccio spallucce e vado per la mia strada. Ho preso quello che mi è stato insegnato e ci ho riflettuto, perché non ho mai voluto essere la propagazione acritica della mia famiglia o della società. Eppure, nei confronti delle donne meno decise, quelle che hanno preso le idee del patriarcato e le hanno fatte totalmente loro, e quante ne conosco così, persone istruite e intelligenti ma completamente succubi della cultura imperante (ricordo troppo bene quando lavoravo sempre in trasferta e per questo discutevo con Patri un’amica mi disse “ah io non lo farei mai, non mi sembra giusto trascurare la famiglia e comunque so che il mio primo oppositore sarebbe mio padre che mi ha sempre insegnato che per una donna la priorità è la famiglia, gli sono grata per questo insegnamento”, manca poco svengo, nella mia ingenuità non credevo ci fossero ragazze della mia età che la pensassero così, oggi, in realtà, i social network in particolare ci dimostrano che la situazione è ancora peggiore) ho sempre avuto un atteggiamento molto condiscendente. Grazie anche al libro in questione, spero di esser un po’ migliorata evitando di avere un atteggiamento di superiorità o di completo rigetto. Cerco di argomentare, di spiegare, di parlare (sono una rompicoglioni, si sa), sempre tentando di tenere a mente che non ho la verità in tasca (anche se su questo argomento faccio fatica a vedere le ragioni altrui). Insomma pippone finito. 

A babbo ho regalato l’ultimo di Carofiglio. Trovo che su questo scrittore i lettori “seri” si accaniscano molto, eppure io lo trovo molto valido, nel suo genere, un po’ ruffiano, d’accordo, ma senza esagerare. Penso proprio che gli piacerà.

Finito.

Mi rendo conto che ho regalato meno libri di quanto avrei desiderato, ma ognuno è stato pensato e ragionato davvero col cuore, cercando di portare qualcosa alla persona a cui l’ho regalato. E comunque ho un altro pomeriggio di tempo per andare a cercare altri librini (Ludo con la febbre a 39 permettendo!).

Con questo post lascio i miei auguri a tutti quelli che passano di qui, con la speranza che ciascuno di noi possa scartare tante meravigliose letture sotto l’albero!

2 pensieri riguardo “I librini che ho regalato quest’anno

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