per ogni viaggio c’è sempre un miraggio da considerare

Lunedì 29 e martedì 30

La notte tra la domenica e il lunedì è stata tremenda. Quando alle 2 la Ludo aveva già chiesto le tetta 4 volte, sempre svegliandosi piangendo, ho deciso di non assecondarla, col risultato che siamo stati tutti e tre svegli fino alle 5. Alle 5 decido di ridarle la tetta e lei dorme quasi tre ore. Tre ore che, però, non sono riuscita a sfruttare, causa sfiga in agguato. Vado ad esplicare. Da quando sono nata vicino al mio orecchio sinistro c’è una piccola ciste (circa 4 mm). Ce l’ha anche mamma e ce l’ha nonna meri. Questa se ne è sempre stata lì nascosta, silenziosa, finché l’anno scorso a maggio, dopo un giorno di prurito, mi sveglio con la guancia sinistra simile a quella di un criceto. Era la malvagia ciste che aveva dato origine a una fistola. Punturone di Rocefin (che hanno ritardato la scoperta dell’esistenza di Ludo, davo a loro la colpa della fiacca cosmica), nel giro di qualche giorno si sgonfia tutto, ma l’otorino mi avverte che un domani si potrebbe riinfiammare e allora lui opererebbe. La fistola aveva scavato fino a un bel pezzo sotto l’orecchio, perciò lui sconsigliava l’operazione, dal momento che non eravamo certi che si sarebbe riattivata, perché comunque avrebbe comportato una discreta cicatrice nel viso. Orbene, quando si riattiva, la malvagia? Ma il primo giorno di ferie, of course, e ieri notte il dolore era piuttosto forte. Insomma la mattina, quando Ludo si sveglia, ancora in lacrime, io a patri eravamo due cenci. Io avevo dolore all’orecchio e un mal di testa lancinante, lui un sonno infinito. Anche il tempo è incerto per cui decidiamo di andare a fare una passeggiata nel centro di Moena. La città è molto carina, ma io sento il richiamo delle montagne e sono irrequieta. A causa del sonno e del mal di testa, infatti, non riesco a decidere cosa fare, non riesco a organizzarmi, trovare l’itinerario giusto, e divento super molesta. Patri cerca di sopirmi, ma non è facile, e alla fine torniamo in albergo sconsolati. Durante il pranzo Ludo continua ad essere intrattabile, e infine cade addormentata prima che riusciamo ad alzarci. Decidiamo di farla riposare un’oretta e uscire al suo risveglio, ma quando finalmente siamo pronti… piove!

Allora ripieghiamo mestamente sulla piscina, e la gioia incontenibile di Ludo alla vista dell’acqua riporta immediatamente il buonumore. Stiamo un’oretta a sguazzare e poi doccia per tutti, è di nuovo uscito il sole! Usciamo di corsa, andiamo a vedere gli asinelli e i cavalli a una malga vicina e facciamo il giro del laghetto vicino vicino all’albergo, e infine arriva il temuto momento della nanna. L’obiettivo è far addormentare Ludo senza puppa, nella speranza che questo la renda meno ossessionata durante la notte. Il bilancio sarà di quattro poppate notturne, intervallate da un paio d’ore di sonno, e anche io riesco un po’ a dormire, ogni volta, cosicché la mattina mi sveglio incredibilmente riposata ed ed energica! Dopo due notti in bianco basta poco! Apriamo la finestra, il cielo è limpido e luminoso… sole! Puppa, abluzioni, colazione veloce, e via alla funivia Costabella, obiettivo Passo Le Selle. Partiamo attrezzati di zaino portabimbi e marsupio, e pian pianino risaliamo le meravigliose salite fino al rifugio. La Ludo è felicissima (come testimonia la foto qui sotto!). Non so se sia il sole, il paesaggio, il mezzo di trasporto nuovo, ma non smette mai di ridere!

Patri percorre anche un po’ della linea austriaca della guerra del 14-18, io e la Ludo aspettiamo al rifugio perché è un viottolo stretto a fianco del dirupo. Decidiamo di scendere e facciamo un change. La piccola infatti non riesce ad addormentarsi nello zaino, perciò la infilo nel marsupio, che è uno dei suoi modi preferiti di dormire e, per circa un’ora, incurante dello scampanellio delle mucche, dorme come una babbuccia!

Pranzo, e via di nuovo verso un’altra meraviglia, Lago Carezza. La mattina avevamo percorso circa 8-9 km, che, considerando le salite, ma soprattutto il peso della Ludo sulle spalle, sembrano molti di più. Il pomeriggio, quindi, vogliamo prendercela più comoda, per questo scegliamo il Lago Carezza, raggiungibile in macchina e agevole da visitare anche col passeggino. La Ludo non apprezza granché, vuoi mettere con l’emozione dello zaino? Il lago però è meraviglioso, il verde delle acque ha una sfumatura mia vista, incredibile.

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