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Il demone del riordino

Ieri ho passato una giornata molto molto bella con la mia amica Giulia. Lei si è presa un giorno di ferie per stare con me e Ludo, siamo andate insieme a bere un tè buonissimo (questo, per la precisione), abbiamo chiacchierato un mucchio, ha fatto un massaggio ai piedini di Ludo con l’olio di mandorle, e la pupattola ha apprezzato molto, abbiamo mangiato il pollo alla diavola ruspante della rosticceria, abbiamo passeggiato al sole, ricordato cose belle e cose che ci hanno fatto soffrire, insomma, ce la siamo goduta. Poi non so se lo fa solo a me, ma queste giornate, quando capitano infrasettimana, mi piacciono molto di più di quando capitano durante il weekend, probabilmente è una questione psicologica, perché ti sembra una giornata rubata alla routine, ma il fatto di aver trovato il bar semideserto per il tè, niente confusione, niente stress, ha contribuito.

Dopo, però, quando lei se ne è andata, Patri e io abbiamo avuto una pessima idea. Io dovevo andare a correre, e avevo poco tempo prima che uno dei due dovesse andare a recuperare il Nano alla stazione, di ritorno dagli allenamenti, perciò ho deciso di fare una corsetta sul mio adorato tapis roulant, giusto 40 minuti, doccia al volo, e di corsa dal Nano. La mattina mi ero anche tirata il latte, per cui abbiamo deciso che sarei uscita io, mentre Patri avrebbe provato a dare il biberon alla Ludo. Per ora i nostri tentativi sono stati piuttosto infruttuosi, ma a questo giro pensavo di farcela, Ludo era di ottimo umore, io sarei uscita e non l’avrei distratta, era un po’ che non puppava per cui la fame avrebbe fatto il suo. Epic fail, direi. Dopo un po’ che ero fuori Patri telefona e, con voce evidentemente alterata, mi prega di tornare in fretta, Ludo è viola e non la smette di urlare. Quando sono arrivata a casa l’ho trovata ancora disperata, e reincontrare finalmente l’adorata tetta le ha dato tanta gioia che sembrava non si volesse più staccare. Il suo umore però è rimasto barbino e, soprattutto, c’era un Patri assai impermalito. Ludo infatti sembrava aver preso come un affronto personale del babbo questo tentativo e quindi nella sua crociata pro-tetta gli ha pianto ogni volta che si è avvicinato. Patri, d’altro canto, se l’è presa assai e, come sempre quando è nervoso, ha iniziato a riordinare la casa facendomi pesare il mio proverbiale casino.

Io e Vale, per sbarcare il momento di furia paterna, ci mandavamo messaggini di disperazione su whatsapp anticipando tutte i brontolii del repertorio di Patrizio quando si arrabbia (è prevedibilissimo :D).

Meno male che la sveglia alle 3 di notte l’ha costretto ad andare a letto, lasciando solo la Ludo come elemento di disturbo per me e il Nano (che lagna che ci ha riservato anche lei, ancora furiosa per il brutto biberon!).

Persino la notte è stata più agitata del normale, con una sveglia alle 5, dopo la quale non ci pensava proprio a ridormire. Stamani la situazione sembra tornata alla normalità, ma attendo il ritorno del babbo per vedere se le è passata. Altrimenti ci aspetta un’altra serata da urlo, con il demone del riordino 😂😂😂!

4 pensieri riguardo “Il demone del riordino

  1. L’hai descritta così bene la scena… che me la sono immaginata. Mi hai fatto tornare in mente tanti ricordi, soprattutto le frignate del mio (ex)cucciolotto. Che nostalgia! 😉 😀 Abbracci, e una coccola per Ludo !

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