Reading is sexy

La memoria rende liberi, Enrico Mentana e Liliana Segre

Questo è un periodo di non-romanzi. Un po’ perché da La Casa della Moschea non riesco più a trovarne uno che mi prenda davvero (complice ovviamente il fatto che visto il periodo di grande stanchezza mentale tengo quelli dichiaratamente impegnativi a distanza), un po’ perché durante i giorni a ridosso della giornata della memoria avevo incontrato una serie di recensioni di libri sull’argomento che mi avevano molto colpito che avevo prontamente messo nella mia lista dei desideri libreschi e ora li sto piano piano leggendo.

In queste pagine Liliana Segre percorre il suo cammino verso Auschwitz dal primissimo passo, quello compiuto quando un regime oggi decisamente troppo rimpianto promulgò le leggi razziali, nel ’38, e l’indifferenza, quando non l’odio, di troppa parte del popolo italiano permise che dei cittadini, considerati fino a poco prima come parte integrante della comunità, venissero gradualmente esclusi, discriminati, rinchiusi, deportati, torturati, uccisi.

Purtroppo le numerose letture, i film, la storia, in generale, ci hanno abituato alle brutalità commesse all’interno dei campi di sterminio, perciò non è quella, secondo me, la parte del libro che lo rende davvero unico, tra tutti i libri sulla Shoah. Quello che rende uniche queste pagine è la limpidezza con cui Liliana racconta il prima e il dopo. È difficile immaginare il dopo di queste persone. Hanno subito e sono sopravvissuti a una cosa talmente grande e spaventosa che sembra quasi impossibile relazionarcisi. Sembra impossibile che la loro vita abbia ripreso a scorrere, e per alcuni infatti è stato troppo doloroso andare avanti. Ed è qui che Liliana ci spiega come ha fatto, come la sua rinascita sia stata il frutto dell’amore prima e della riscoperta memoria poi. Prima l’amore che l’ha unita al marito, che le ha permesso di riscoprirsi come persona a tutto tondo, e poi la folgorazione che la sua testimonianza non doveva andare perduta. Nell’indifferenza che ci circonda il dono dei ricordi di chi ha sofferto cose che non devono ripetersi mai più è qualcosa di inestimabile.

Liliana ripete spesso di essersi salvata quasi per caso, di non essere un’eroina, e per darcene prova racconta come, ad Auschwitz, avesse dovuto innalzare una barriera tra lei e il resto del mondo, per sopravvivere all’orrore. Forse non è stata un’eroina nel senso stretto del termine, tuttavia la forza necessaria a superare tutto quello che le è capitato è sicuramente qualcosa che la rende speciale (io non credo che avrei trovato tanta voglia di vivere, a un certo punto, forse, avrei semplicemente ceduto).

Il legame commovente che l’ha unita al padre, poi, ci regala altre pagine di grande impatto emotivo. Questo amore esclusivo, questo tentativo reciproco di salvaguardarsi a vicenda, sia materialmente che moralmente, racchiude tutta la bellezza di ciò che ci rende umani (come, come hanno potuto altri umani rimanere indifferenti a tutto ciò? Come possiamo anche oggi?) ed è molto toccante la riflessione di Liliana su quanto debba essere stato ancora più difficile affrontare i campi di sterminio da genitori, sapendo che tutta quella sofferenza e tutta quella morte si abbatteva anche sui tuoi figli (io ho letto queste pagine allattando, non ci provo nemmeno a dire quanto mi abbia trafitto il cuore il pensiero di quelle madri e di quei padri mentre guardavo il visino di Ludo, che vorrei proteggere da qualunque sciocchezza, mentre per quei genitori è stato impossibile proteggerli dagli orrori peggiori).

Lo sta leggendo anche il Nano, che si arrabbia moltissimo ed è ancora nella fase incredulità per quello che è successo, e dentro di me non posso fare a meno di pensare che leggere queste pagine sia un po’ un vaccino allo schifo che ci viene propinato giornalmente. Almeno spero.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...