Reading is sexy

Dallo scudetto ad Auschwitz, Matteo Marani

Non ho pianificato di leggere questo libro proprio a ridosso del Giorno della Memoria. È semplicemente bastato che ne leggessi alcune recensioni e la trama per rimanerne folgorata e prenotarlo immediatamente in biblioteca. Ho iniziato a leggerlo prima della nascita di Ludo, durante una delle ultime passeggiate con lei ancora a dibattersi in pancia, non l’ho portato in ospedale (come si può leggere nel post precedente avevo bisogno di stare nella mia comfort zone in quei giorni un po’ faticosi e delicati della degenza, almeno come lettrice, e mi ero portata i racconti lunghi di Stephen!), e l’ho terminato al ritorno a casa, allattando la pupattola ❤️.

Arpad Weisz, nella stagione calcistica 1936-1937, ha vinto il suo terzo scudetto, allenando il Bologna, e nell’estate del 1938, con le leggi razziali, è diventato, in sordina, senza alcun clamore, un indesiderato in Italia, una persona di serie Z, costretta ad abbandonare, con la sua famiglia, il luogo che ormai considerava casa.

La sua vita non vale più dei milioni di anonimi morti ad Auschwitz, così come la mia vita, quella dei miei figli, non vale più di quella dei disperati “passati per il camino”, o che, oggi, riposano sul fondo del mediterraneo, eppure, secondo me, è sempre importante concentrarsi su singole figure, di uomini che in qualche modo sono stati magari figure di spicco. È importante perché altrimenti diventa troppo difficile afferrare la portata della tragedia della Shoah (e dei morti, oggi, in mare, in guerra, di fame). Sono troppe le vite che ci gravano sulla coscienza, e diventiamo, in qualche modo, assuefatti alla tragedia. Poi però leggi la storia di Árpád, della sua famiglia, della dignità con cui ha cercato riparo dalle intemperie della storia e di un regime odioso, e improvvisamente ti rendi conto della vita che sta dietro a questi numeri. Ti rendi conto dell’amore, della disperazione, della solitudine, dell’impotenza, e allora sì, diventa più vicino alla nostra comprensione la portata della tragedia.

Matteo Marani fa un lavoro di ricostruzione certosino, spiegato nella splendida postfazione del libro, per ricercare nelle pieghe della storia il destino di questa famiglia. Con ostinazione e una passione che vibra per tutte le pagine di questo libro così potente rincorre le ombre di Arpád, della moglie e dei due bambini per render loro quella stilla di giustizia che è possibile rendere a una famiglia trucidata, la giustizia della memoria.

Non credo che questo libro abbia, a livello “letterario”, un valore eccelso, la prosa è semplice, lineare, a volte l’autore si prende un po’ troppa libertà nell’immaginare i pensieri del suo protagonista (specifica sempre che sono sue congetture, in questi casi, la precisione dei fatti risulta inalterata), tuttavia io l’ho trovato un libro importantissimo e molto significativo, che mi rimarrà impresso davvero a lungo. È di quei libri e di quelle storie che dovremmo leggere e raccontare ai nostri bimbi, fin da piccoli, per esercitarli all’empatia. Perché io sono convinta che lavorando fin da piccoli per insegnare loro a “sentire” la vita nascosta nell’apparente sterilità dei numeri del dolore, sia molto più difficile che diventino esseri insensibili e privi di compassione, parola che uso nell’antico e nobile suo significato di comunanza nella sofferenza.

Ecco, io consiglio spassionatamente questo libro, specialmente qualora sentiste, per le avversità della vita, può capitare, la vostra umanità vacillare (la mia di tanto in tanto lo fa, ma fortunatamente so che ci sono alcune letture a risvegliarla!)

5 pensieri riguardo “Dallo scudetto ad Auschwitz, Matteo Marani

  1. “Sentire” la vita nascosta nell’apparente sterilità dei numeri del dolore… Quanto mi è piaciuta questa frase, Cris!! Sì, è questo che dobbiamo imparare a sentire, sempre meglio e sempre di più, così da riconnetterci con la nostra umanità. Un abbraccio.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...