Qualche volta corro

Quintino ed io

Per Natale ho chiesto un regalo speciale, a Patri (in realtà ha contribuito un po’ anche mamma). Quando Ludo nascerà (Ludina, datti una mossina!), infatti, correre diventerà sicuramente più complesso. Anche nel caso che sia una bimba buona, che faccia i suoi sonnellini, che mi lasci riposare la notte, mica la posso lasciare in casa sola a 2 mesi e salutarla trillando felice “Mamma va a correre”! Patri inizia a lavorare generalmente alle 4 di notte, per le 13-14, in inverno, a parte casi eccezionali, è a casa (in estate il discorso è un po’ diverso, ma ci penseremo quando ci arriveremo!), a giorni alterni si riposa, ma sicuramente il pomeriggio potrei pensare di andare a correre mentre c’è lui. Tuttavia le giornate invernali sono brevi, il pomeriggio non è, per i miei bioritmi, il momento migliore per correre, l’imprevisto è sempre in agguato, e in più a Patri piace anche moltissimo andare a vedere l’allenamento del Nano (fa sempre più strano chiamare Nano un bimbo alto 1,90 che pesa 77 kg, specie ora che sta per arrivare una frugolina di 3 kg e qualcosa, la dottoressa, ieri, ha confermato che, fortunatamente, non dovrebbe nascere delle dimensioni del fratellone, che con i suoi 4,2 kg sembrava il babbo di alcuni suoi dirimpettai di culla!) e al Nano piace assai che il babbo assista, in questo modo possono commentare tutte le parate e gli esercizi nei minimi dettagli, e io non vorrei interrompere questa bella condivisione che c’è tra loro. Per tutti questi motivi, riflettendo sul da farsi, mi è sembrato di importanza fondamentale avere un tapis roulant in casa! Detto fatto, letterina a Babbo Natale e, il giorno della vigilia, Patri e Vale, tra i santi e le madonne che volavano, hanno trasportato su in mansarda il nuovo arrivato! Le operazioni di trasporto non sono state banali, non tanto per il peso dell’aggeggio, quanto perché le scale sono strette, e per passare dovevano tenerlo sollevato oltre l’altezza della ringhiera! Hanno scantucciato il muro, sbertucciato un corno del tapis roulant, inveito contro di me che me ne stavo sul divano a guardarli incuriosita (quando ho provato ad avvicinarmi e dare suggerimenti di trasporto sono stata trattata anche peggio!), che volete, non posso sollevare pesi!, ma alla fine il tapis roulant era su!

Lo abbiamo comprato usato spulciando il mercatino di facebook, non è un modello avanzatissimo, è il TC-4 della domyos, made in Decathlon, ma onestamente non volevo spendere una cifra esagerata. È in ottime condizioni perché la proprietaria precedente l’ha utilizzato solo due volte, visto che si è accorta immediatamente che le faceva venire l’emicrania, ed ancora coperto da garanzia. La velocità max che può raggiungere è 14km/h, più che sufficienti per me (giusto le ripetute brevissime le faccio più veloci, ma non è un problema), ed ora troneggia nello studio, al posto del divano che Patri avrebbe voluto piazzarci (e che ci piazzeremo, il giorno in cui non avrò più bisogno del mio nuovo amichetto!).

I giorni successivi al Natale, in realtà, sono stati bellissimi, un sole abbagliante, freddo accettabile, ed io, pur morendo di curiosità per provare il mio nuovo strumentopolo, non me la sono sentita di abbandonare le passeggiate e le corsette al sole. Con l’anno nuovo, però, e soprattutto con la ripresa della scuola, mi sono resa conto che l’orario migliore per correre/camminare facendo fruttare al meglio le mie giornate casalinghe, era la mattina presto, quando l’ondata di gelo che ha accompagnato l’arrivo del 2019 è veramente dura da affrontare, specie considerando che al passo lumaca che tengo ora non ce la farei mai a riscaldarmi, le strade sono scivolose, e non dimentichiamo che, concentrate la sera,  comincio ad avere qualche piccola contrazione di preparazione (niente di che, la dottoressa ha dichiarato che la Ludo al momento sta bene dove sta, e mi ha detto con aria sconsolata “Non posso nemmeno dirti di muoverti di più, perché non ti sei fermata un attimo nove mesi!”), e l’idea di avere le contrazioni a diversi chilometri da casa, con Patri a lavoro a centinaia di chilometri, e nessuno, se non l’ambulanza, che mi possa recuperare in casi estremi, non mi sorrideva per niente!

Perciò, da lunedì scorso, ho iniziato a camminare e correre sul tapis roulant! Che dire? È scoppiato un amore! Ovviamente la bellezza delle corse e delle passeggiate all’aperto è impareggiabile, eppure, in questa situazione, non poteva esserci di meglio! Infatti riesco, con invidiabile regolarità, a ritagliarmi la mia ora di attività, non ci sono intemperie o impegni che tengano, la mattina dalle 8 alle 9 è il mio momento tutto per me! Al momento sto alternando 2 giorni di camminata veloce (imposto la velocità a 6.2km/h e una piccola inclinazione, per simulare il maggiore impegno che la strada vera richiede, così dicono i siti che ho consultato per capire come sfruttarlo al meglio) per circa 60 minuti, dipende dagli impegni della mattinata, a un giorno di corsa alternata a camminata. Per corsa intendo una corsetta che varia tra gli 8,5 e i 9 km/h, molto blanda quindi, di solito faccio 700 m a corsa e 300 m camminando, a volte devo diminuire la porzione di corsa, ma non me ne cruccio più di tanto, il fatto di riuscire a corricchiare alla 38esima settimana di gravidanza mi sembra già una cosa così eccezionale, davvero al di là di ogni mia aspettativa inziale, che va bene tutto quello che viene!

Oltretutto, per vincere la noia, che è comunque sempre in agguato correndo in una stanza chiusa, mi sto guardando una serie tv su netflix sull’ipad che mi piace un sacco, ne ho cercata una con puntate di almeno 50 minuti, così non mi viene mai la tentazione di scendere prima dal mio amico, e tutto questo sta creando un circolo vizioso che fa sì che non ho sempre l’incentivo giusto per correre/camminare! (La serie è The Haunting of Hill House, tratta dall’omonimo romanzo di Shirley Jackson, di questa scrittrice io ho letto soltanto Abbiamo sempre vissuto nel castello, ricordo che non mi fece impazzire, ma le sue atmosfere gotiche e suggestive sono comunque molto intriganti da leggere, perciò quando avrò finito la serie sicuramente leggerò anche il libro, quantomeno per completezza!).

Insomma, nel giro di una settimana il tapis è diventato un membro della famiglia fondamentale, perciò ho deciso di battezzarlo Quintino, in onore di Tarantino (annunciare che vado a correre con Quintino mi riempie di soddisfazione!). Anche grazie a lui queste giornate stanno scorrendo in modo accettabile, la mattina, con un’ora di corsa, doccia, e un minimo di rassetto casa e organizzazione pranzo (quanto è terribile dover pensare a pranzo e cena? Non mi era mai successo, ed è davvero un incubo, come è possibile cucinare con una certa varietà tutti i giorni due volte al giorno? Non me ne faccio una ragione!) scorre via abbastanza rapidamente, sul pomeriggio devo ancora lavorare!

Non so “quantificare” quanto valga l’allenamento con Quintino rispetto a quello su strada, mentalmente è sicuramente allenante, se riesci a stare un’ora sul tapis roulant, stare un’ora in mezzo in strada è una passeggiata, fisicamente credo sia abbastanza diverso.

In realtà comincio davvero a essere curiosa di capire quanto tutta la fatica fatta durante questi mesi abbia contribuito al mio stato di forma, non vedo l’ora di sapere a che punto sarò una volta partorito, se sarà come ripartire da zero, se tutta questa corsetta con dieci chili in più non mi abbia allenato tantissimo e ripartirò come le schegge (lasciatemi sognare!), o in quale punto della via di mezzo mi piazzerò! In ogni caso, visto il benessere fisico e mentale che correre/camminare mi ha regalato, ne sarà valsa la pena, tuttavia sarebbe bello accorgermi che è servito anche da un punto di vista di allenamento!

Ma ormai tutto quello che succederà “dopo” sta diventando un pensiero abbastanza fisso, gli ultimi giorni di gravidanza sono un limbo strano in cui ti senti sospesa tra un prima disagiato (la pancia è ingombrante, il sonno difficile, digerire di più, etc), ma che conosci, e un dopo, presumibilmente ancora più disagiato, almeno i primi tempi, ma di sicuro sconosciuto! Meno male ho Quintino a farmi compagnia!

2 pensieri riguardo “Quintino ed io

    1. Sì, e comunque probabilmente è una questione psicologica, prima correre sul tapis roulant mi urtava un sacco, ora, magari perché so che è qualcosa che mi semplifica un sacco la vita, e che comunque mi permette, come dici tu, di tenermi in movimento, quando senza sarebbe più difficile, non mi pesa, anzi, nel giro di una settimana è diventata un’abitudine piacevole!

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