Nessuno dovrebbe andare al cinema se non crede agli ero · Senza categoria

I primi tre film dell’anno!

Per questo 2019, e con l’arrivo di Ludo, mi sono ripromessa di non abbandonare i film, cosa che invece mi è capitato di fare nei momenti della mia vita in cui sono stata più impegnata!

Quindi mi sono data un obiettivo, che consiste nel vedere almeno 30 film. Potranno sembrare pochi, ma non mi voglio dare obiettivi troppo ambiziosi, al momento. Poi magari le pupetta sarà buonissima e non perderemo ore di sonno (mai porre limiti alla provvidenza!), ma visto che non è mai facile adattarsi a un neonato cerchiamo di non volere troppo!

Al momento però la Ludo non si è ancora palesata, e io ne approfitto per camminare, corricchiare, leggere e guardare film (anche se in realtà il grande impegno, al momento è scarrozzare il Nano!) e, pere quanto riguarda i film, devo dire che l’anno è iniziato davvero alla grande!

La difficoltà più grande, per quanto riguarda la visione dei film a casa nostra, è metterci d’accordo su cosa vedere. Ora che il Nano, alla veneranda età di 15 anni, passa sempre meno tempo con noi, il fine settimana, quando è più facile ritagliarsi almeno due ore per un film (la sera continua il rito delle serie tv, per quanto non sia semplicissimo neppure lì mettersi d’accordo, tuttavia io cerco sempre di cedere ai desideri dell’adorato adolescente, perché mi preme oltremodo non perdere questa splendida abitudine), è il marito quello difficile da blandire. I film che accetta di guardare di buon grado (cioè senza sbuffare fastidiosamente a ogni piè sospinto) devono essere improntati al più totale realismo. Non fategli vedere niente che abbia qualcosa di fantastico, surreale, o anche poco verosimile, perché partirà a sbuffare tipo locomotiva a vapore (mentre tu magari vorresti goderti gongolante la visione del tuo Nazgul o del tuo basilisco o quant’altro). Ovviamente niente smancerie e che ci sia una trama, ché i film che esaltano la tecnica o la scenografia o chissà cos’altro giammai (che poi su questo mi può anche trovare d’accordo, anche io sono donna da trama, ma mi ritengo anche possibilista, se un film è bello è bello e punto, chi se ne frega se la trama non è fondamentale?)!

Ma ho divagato anche troppo. Il primo film dell’anno,  visto nel sonnecchioso pomeriggio del primo gennaio (anche se noi abbiamo festeggiato con una cenetta romantica a casa, quindi avevamo poco da recuperare, ma l’atmosfera è quella, no?), me l’ero tenuto da parte sin dallo scorso anno, quando, dopo aver letto Cuore di tenebra, mi ero ripromessa che la prima volta che avessi avuto un luuuungo pomeriggio di nullafacenza col Marito, avremmo guardato insieme Apocalypse Now. Avevo bisogno che fosse un lungo pomeriggio perché, per completezza, volevo guardare la versione Redux, riassemblata nel 2001, che dura oltre 3 ore, anche se non sono sicura di aver fatto la scelta giusta. Il film è, infatti, un capolavoro iconico indiscutibile, ma le scene inserite (ho controllato poi su Wiki) nella versione Redux sono probabilmente quelle più “annacquate” e meno necessarie. Il film, già pesante di per sé (pesante per il tema e per la crudezza che lo contraddistingue, per il resto scorre molto bene), ne risulta secondo me ulteriormente gravato, per cui, se non lo aveste visto, io consiglio senza dubbio la versione originale. La trama, presumibilmente, è nota a tutti: una missione segretissima per andare a “porre fine” al comando di Kurtz, colonnello dell’esercito impazzito che ha stabilito un suo piccolo regno personale da qualche parte perso nella giungla tra Vietnam e Cambogia. Come sia venuto in mente a Martin Scorsese di trasporre l’originale Cuore di tenebra nella guerra in Vietnam è per me motivo di continuo stupore e meraviglia, questo Kurtz evocato per tutto il romanzo e per tutto il film, coronato dall’apparizione di un Marlon Brando terribile e dolente è il fulcro di tutto, e se nell’ottocento è facile figurarselo impazzito avviluppato dalle profondità dell’Africa ora, dopo il film, è impossibile non vedere questo parallelismo con le follia di una guerra in una giungla mortifera e terrificante. L’orrore, l’orrore… 

Ovviamente consigliatissimo a quei tre gatti che non l’avessero visto!

Il secondo film è stato Argo, anche qui andavo abbastanza sul sicuro, un premio Oscar, un argomento che mi era familiare (avevo appena terminato la casa della moschea e avevo letto un bel po’ sulla rivoluzione islamica iraniana, superficialmente in rete, ci mancherebbe, ma comunque era un argomento fresco nella mia mente). Racconta infatti l’operazione di liberazione di 6 americani nascosti nell’ambasciata canadese durante la rivoluzione, appunto, liberazione che avviene utilizzando come copertura un sopralluogo per girare un improbabile film di fantascienza. Ho letto in diverse recensioni che nel film si risentirebbe un po’ troppo della tipica autocelebrazione statunitense, ma non sono particolarmente d’accordo. Tra le righe, nella parte iniziale, risulta chiaro il suo ruolo nel provocare la deflagrazione della rivoluzione, la forzosa imposizione di uno scià ottuso politicamente e il seguente precipitare della situazione, ma forse, proprio perché avevo letto di recente tutta la storia, mi è risultato parecchio evidente perché era evidente nella mia mente!

Unica nota stonata del film è Ben Affleck attore, che, per quanto coperto da barbona e capelloni, rimane comunque troppo visibile nella sua totale inespressività. Direi che mi ha stupito come regista e che potrebbe limitarsi a fare quello!

Consigliato anche Argo, forse proprio da Oscar non l’avrei giudicato, ma da vedere!

Il terzo film, infine, è stato, al cine, Vice. Ah, gioia e delizia! Christian Bale lievitato è sempre un po’ doloroso da vedere, sarà che per me è davvero l’ideale di bellezza, in assoluto il mio attore preferito da un punto di vista estetico (e molto, molto in alto in classifica anche per bravura, battuto solo dai mostri sacri che non oso rimuovere neppure quando fanno “Nonno scatenato”), ma vederlo recitare, impersonando un personaggio totalmente privo di carisma, proprio lui, che cattura la scena al primo sguardo, invecchiato, imbolsito, con quella parlata un po’ a bocca storta, ah, sono ancora in un brodo di giuggiole. Scherzi a parte, qui parliamo dell’eminenza grigia dell’oscuro periodo di presidenza Bush (secondo), questo personaggio machiavellico e terribile, almeno, ovviamente, per come è ritratto in questo film, fautore, sempre secondo il nostro film, di tutte le più disgustose politiche intraprese in quegli otto anni, in particolare con i risvolti della guerra in Iraq. Il fatto di ricordare bene questo periodo, se da un lato mi fa sentire quanto mai anziana, dall’altra mi rende abbastanza fiera, perché mi accorgo che, a distanza di 15 anni, con le ricostruzioni un po’ più lucide, date dalla consapevolezza del poi, quello che vedevo allora, poco più che adolescente, era quello che ho visto passare sullo schermo domenica, con quella terribile sensazione di presa per i fondelli quando la guerra in Iraq venne spacciata per una risoluzione necessaria per la presenza delle fantomatiche armi chimiche, magicamente sparite dalla propaganda, nel tempo, all’evidenza che tali armi chimiche non c’erano, tanto che io ricordo chiaramente una conversazione con mamma in cui le dicevo (un po’ alterata) “ma non ti ricordi che la scusa erano state le armi chimiche mentre ora nel rivangare le motivazioni della guerra queste sono sparite?”.

Detto questo, grande lavoro degli attori, tutti in stato di grazia, Christian Bale e Amy Adams in primis, ma da non trascurare Sam Rockwell (ahhhh Bill Wharton del Miglio Verde, non ci sarei mai arrivata se Patri non me lo avesse fatto notare), un fantastico insulso Bush, e grandissima ammirazione per il regista, McKay (recuperare immediatamente La Grande Scommessa!), che racconta questa storia con l’ironia di un maestro, senza mai apparire saccente, e senza che l’ironia sminuisca l’orrore di fronte a questa politica che ha perso completamente di vista quello che ci ha insegnato Platone (almeno spero, lontane reminiscenze liceali) quei comodi 2300 anni fa, e cioè che i politici dovrebbero essere i migliori tra gli uomini (fa un po’ ridere in effetti, pensarlo ora), guidati dal bene e dall’interesse comune.

Mamma mia che pippone mi è venuto fuori, meno male tra un pochino ci penserà la Ludo a farmi tagliare corto, comunque un anno cinematograficamente iniziato col botto, speriamo non ci deluda nel proseguo!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...