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Abile e arruolata :)

Ieri mi è successa una cosa che mi ha reso molto molto felice. Io lo so che un sacco di persone potrebbero prendermi per matta, ma oggi il mio pensiero felice è che posso lavorare il penultimo mese di gravidanza! Ho tutti i miei foglini e sono abile e arruolata fino a Natale. 

Sono stata un bel po’ preoccupata in questi giorni, non a livello salute, perché io sono (e qui danza propiziatoria scaramantica) in forma (tonda) smagliante. Non faccio fatica a muovermi, guidare, chinarmi, ma anche a ballare, saltellare per l’entusiasmo, blande lotte col Nano per convincerlo a farsi strizzare punti neri, etc, però la burocrazia che sta dietro a queste cose è davvero terribile, e dopo un paio di giri a vuoto negli ambulatori (mai una persona che mi abbia dato l’informazione giusta al primo colpo, ho ancora il timore che mi piombi in testa una tegola burocratica) tra i quali memorabile quello di sabato scorso in cui mi riferiscono che la mia dottoressa mi deve compilare un nuovo modulo, senza il quale non avrei avuto l’abilitazione, da scaricare comodamente online dal sito “aspetti lo cerchiamo, ah non c’è, uhm dove sarà, ops non si trova, senta faccia così vada comodamente al consultorio a Empoli dalle 12 alle 13 tutti i giorni e se lo faccia dare a mano”.

Oltretutto io ho una mezz’ora abbondante di viaggio, e alcune amiche non hanno avuto l’agognata abilitazione per viaggi (casa-lavoro) più brevi del mio, per cui ero preoccupatissima.

Invece la dottoressa oggi è stata carinissima mi ha visitato, riempito fogli, spulciato analisi, misurato la pressione, e rispedita a casa col modulo, raccontandomi amabili aneddoti sull’agilità delle pratiche usl e inps.

Detto questo, i motivi per cui ero così terrorizzata all’idea di rimanere a casa sono molteplici, li vado qui a elencare:

1.       Temevo la depressione pre-parto. Con marito a lavoro, figlio a scuola + allenamenti tutti i giorni, io avrei passato intere giornate in solitudine. Odio fare i lavori di casa. Avrei camminato, piscina, letto, ma a un certo punto mi sarei trovata persa con il divano come unica opzione, e il divano, su di me, non esercita alcun fascino, se non la sera. Se passo il pomeriggio sul divano dopo mi sento inutile (a meno che non abbia letto o guardato un bel film, ma va bene un giorno, tutti i giorni tutto il pomeriggio sarebbe stato un po’ pesino!). 

2.       Voglio portare avanti il più possibile il mio lavoro. So di non essere indispensabile, ci mancherebbe, ma il pensiero di lasciare il mio impiantuccio (non per niente lo chiamo il mio bambino di acciaio) senza di me mi turba

3.       Sarei diventata una palla. Avete presente stare a ore in casa? Che non lo mangi un biscottino? E uno jogurtino? E un croissant? E un panino con la mortadella?

4.       Mi mancano i miei colleghi e le mie routine. Un paio di giorni, nell’ultimo mese, ho lavorato da casa. La mia azienda dà questa opportunità, infatti, ed io per fare lo slalom tra diverse visite e incombenze burocratiche ho dovuto approfittarne. Avete presente l’angoscia di lavorare a diritto senza un vicino di scrivania con cui scambiare due parole? Orribile. Sono un animalino sociale, a quanto pare.

5.       Il mese retribuito da traghettare dopo il parto mi fa oltremodo comodo, visto che la riduzione dello stipendio al 30% è una vera e propria mazzata

6.       Il mio lavoro mi piace e non c’è un motivo al mondo per cui, ai livelli di energia a cui sono ora, avrei dovuto abbrutirmi a casa.

Ricordo benissimo che un mese fa, quando ho iniziato a preoccuparmi per il fantomatico prolungamento delle attività lavorative, mi sono domandata se magari, arrivata alla 31esima settimana, avrei sentito il bisogno di maggior riposo e tranquillità. Mi pareva impossibile, allora, perché, esattamente come oggi (un po’ meno ingombrante, in effetti), stavo benone. La stessa domanda me la pongo quindi ora per il mese prossimo. Quando dovrò staccare, e a quel punto non ci sarà possibilità di proroga, ne sarò finalmente felice, o starò ancora bene e cavillerò sui miei diritti di donna lavoratrice? Ne riparleremo a Natale, fatto sta che, almeno, a quel punto la situazione coinciderà con le vacanze, ed è vero che il Nano continua imperterrito ad allenarsi tutti i giorni e il Marito a lavorare, a parte le feste comandate, ma quanto meno la mattina avrò il mio adorabile quindicenne da tormentare fino all’epifania e un’altra decina di giorni saranno sfangati così!

 

 

 

4 pensieri riguardo “Abile e arruolata :)

  1. Nei momenti di relax da trascorrere a casa si può anche scrivere, leggere, meditare, ascoltare della buona musica, praticare yoga… Sono tante le cose piacevoli da fare anche in casa! Goditelo questo prossimo mese, che sia pieno di serenità e benessere 🙂

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    1. Sai che non sono brava a rilassarmi? Oltretutto mi fanno spesso sentire in colpa per questo, anche se poi cerco di dirmi che alla fine devo accettarmi come sono! Comunque ora manca una settimana al congedo e io inizio a essere stanca, piu mentalmente, in realtà, che fisicamente, perciò, il prossimo venerdì saluterò l’ufficio e il cantiere con un po’ di magone, me anche di sollievo, soprattutto per un paio di colleghi che non ho mai potuto sopportare, ma che ora veramente a momenti potrei strozzare 🙂

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