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Settimane impegnative

La scorsa settimana è stata una settimana molto molto complicata, da un punto di vista lavorativo, soprattutto (edit: questa non è un granché migliore). Devo essere onesta, da quando ho scoperto di essere incinta e per tutto il primo trimestre sono stata molto più fiacca del normale e mantenere i soliti ritmi lavorativi è stato abbastanza complicato. Ci tenevo moltissimo, però, sono responsabile di una parte importante di progetto, e volevo fare le cose per bene, o almeno al mio meglio, perciò avevo diminuito l’attività fisica (con ripercussioni non indifferenti sull’umore), per mantenere la lucidità sul lavoro. Sono stata abbastanza preoccupata.

Col quarto mese, invece, tutto è tornato alla normalità, le energie si sono moltiplicate, e sono di nuovo riuscita a impostare i soliti ritmi di lavoro, o quasi, e anche a ritagliarmi la mia ora d’aria in pausa pranzo per correre, nuotare, andare in palestra, praticamente quotidianamente. (Sto accennando una danza propiziatoria affinché tutto continui così, sia mai detto che mi porti sfiga da sola).

La scorsa settimana però, dopo una corsetta di sette chilometri particolarmente ben riuscita (intendiamoci, niente a che vedere coi ritmi di prima, però le sensazioni erano state perfette), rientro in ufficio e lo sguardo funereo della mia compagna di banco mi annuncia che c’è qualcosa che non va. Scopro così che, per la seconda volta in pochi mesi, abbiamo fatto casino con le date. Nel processo di validazione degli impianti farmaceutici, infatti, oltre a un intenso sforzo pratico, è richiesto un enorme lavoro documentativo, che sono certa per i profani (talvolta anche a me) risulterebbe privo di senso e valore aggiunto, ma è fondamentale per gli enti regolatori, perciò qualsiasi punto, firmato e opportunamente datato, deve essere armonicamente “intonato” a tutto il resto del lavoro, con una consecutio temporum che versioni latino levatevi proprio, qui altro che Cicerone.

Insomma avevamo fatto una attività (datata 12 luglio) che avrebbe dovuto essere fatta prima di un’altra simpatica attività (datata invece 10 luglio). Apriti cielo spalancati terra. Come avevamo potuto peccare con questa disattenzione madornale? Per lo stesso errore qualche mese fa avevamo dovuto ripetere (ripeto, valore aggiunto esclusivamente formale, NIENTE di sostanziale) diversi test per un totale di tante ore di lavoro e ci (e mi, perché hai voglia a dire che quella parte era chiaramente delegata ad altri, perché il mio valore aggiunto cerco di dirigerlo sulla parte tecnica più complessa, visto che sono l’unica a conoscerla nel dettaglio, in quanto responsabile gli errori del gruppo si riflettono su di me) era piovuto addosso un mare di critiche.

Ecco, la scorsa settimana, in attesa di quel mare di critiche, io non ho dormito due notti e a lavoro ci siamo aggirati come trottole impazzite alla ricerca del modo migliore di gestire e presentare la questione. Poi il mio capo l’ha presa un po’ meglio della scorsa volta (magari mi ha vista così sbattuta che non se l’è sentita di demolirmi, tante volte avessi a partorirgli di fronte!) e quindi ho riniziato a dormire e a respirare. Non so con quante onde di cortisolo ho inondato la povera NewNana, ed ero un filo preoccupata. Lo confesso, principalmente per me stessa (futura bimamma degenere). Ho fatto un sacco di fatica a trovare un equilibrio lavoro famiglia sport anche in gravidanza, ho lavorato su me stessa e sulle mie manie superomistiche, riuscendo anche a lasciar andare qualcosa, specie quando ero molto stanca, ho cercato di mantenere sempre la calma, e ora questi merdoni rischiano di alterare la mia atarassia. E ci sono già gli ormoni ad alterarla. Oltretutto giovedì ero anche un pochino agitata perché avevo la visita e temevo moltissimo che la dottoressa mi dicesse “Via, ormai hai dato, basta correre, sguazza se vuoi in piscina, cammina, ma smetti di correre (trotterellare)”. Per il resto ero piuttosto serena, la NewNana è un terremoto, si muove a qualunque ora del giorno (e della notte) scalciando tipo puledrina, perciò dubitavo che dall’ecografia venissero fuori cose strane (è più il ritiro dei referti che mi mette ansia, ogni volta che apro quello della toxo ho il batticuore). Poi la dottoressa mi ha detto di continuare così tutto quello che sto facendo, perché la NewNana è, evidentemente, molto vivace, segno buono (mi ha detto che presumibilmente sente le endorfine dell’attività fisica, ora questa non so se è una cagata, ma mi piace immaginare che mentre corro (trotterello) o nuoto lei, oltre a essere piacevolmente, spero, shakerata, venga investita dalla marea argentina delle endorfine!), e sembra tutto procedere per il meglio, visto anche il mio vivido desiderio di lavorare fino all’ottavo mese. E ora speriamo di procedere per il meglio in questi giorni.

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