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Audiolibri, facciamo le cose per bene

Con l’appropinquarsi dell’estate le mie trasmissioni radiofoniche preferite, di cui scarico con amabile regolarità i podcast (Pascal, Mangiafuoco, CSI Milano, al momento attuale, non mi sono ancora ripresa dalla fine di King Kong), finiscono tristemente. Grande il mio abbattimento, cosa farò nei lunghi viaggi in macchina (anche se mi sono trasferita, non più un’ora e cinque, ma solo 35 minuti, daje!, lavoro ai fianchi al marito perché fra una decina d’anni accetti di trasferirsi a Firenze o nei pressi)? Cosa ascolterò durante le mie corsette tranquille (ascolto anche la musica, ma la musica mentre corro è cosa da centellinare, deve mantenere il suo effetto dopante per le corse in cui ne ho davvero bisogno!)?

Da un paio di mesi a questa parte, quindi, mi sono messa a “dosare” i miei podcast adorati, alternandoli con gli audiolibri. Avevo già ascoltato diversi audiolibri, ma mi ero sempre quasi inconsciamente autoimposta una regola un po’ limitante. Oltre a piacermi molto (altrimenti mi distraggo, non sono concentrata come sulla pagina scritta mentre ascolto) dovevano essere libri che avevo già letto. Una vocina dentro di me, infatti, sussurrava maligna che, se avessi ascoltato un libro che non avevo mai letto, avrei fatto un torto alla mia migliore splendida amica, la lettura, un torto gravissimo, privandola di un piacere da condividere insieme.

Ho vinto questo tabù molto semplicemente, il giorno in cui ho visto che su “Ad alta voce”, l’eccezionale trasmissione di Radio 3, leggevano “Cuore di tenebra”. Dovete sapere che un paio di anni fa io leggiucchiai le prime pagine del suddetto romanzo breve, di cui mi intrippava a bestia la trama, ma le trovai soporifere oltre ogni immaginazione, e lo richiusi con rapidità. Però il tarlo di non essermi goduta questo misteriosissimo racconto mi ronzava in testa, e quando ho visto che qualcuno me l’avrebbe letto, ad alta voce, appunto, non ho potuto che scaricarlo felice.

Cuore di tenebra mi è piaciuto assai, dopo l’ascolto l’ho immediatamente letto anche di carta, e questo mi ha fatto capire che non c’era alcun tradimento in atto. La mia amica ed io ci siamo egualmente coccolosamente godute le pagine di Conrad visto che non credo negli spoiler: se un libro (o un film) meritano, non importa se già si conosce la trama, la gioia della lettura (o della visione) sarà la medesima, e in più perché leggere ed ascoltare sono due cose diverse, con tempi, ritmi, momenti e contorni diversi. (Nell’abissale ignoranza che mi contraddistingue, peraltro, non ho mai visto Apocalypse Now, che so essere

Da Cuore di tenebra in poi non mi sono più fermata. Ci sono stati Sherlock Holmes, con Uno studio in rosso (già letto, sempre piacevole), Jules e Jim (non ho ancora deciso se leggerlo o no. L’ho trovato spesso fastidioso, anche se molto interessante, e ho paura di bloccarmi a metà).

Dopo c’è stato un momento di stallo, perché su Ad alta voce stavano leggendo un libro di cui non avevo mai sentito parlare, L’onda dell’incrociatore, e non mi sentivo sufficientemente sperimentatrice, fino al momento in cui ho scoperto Audible. Ah, gioia e letizia! Ho tre mesi di prova gratuita, in quanto cliente amazon prime, ma sono quasi certa che rinnoverò l’abbonamento (mentre rimuoverò prime, la mia disintossicazione da amazon procede a gonfie vele, non ho più le manie di acquisto compulsivo), perché c’è una scelta fantastica e dei lettori meravigliosi.

Inutile dire che sono partita da DFW, quando ho visto “Una cosa divertente che non farò mai più” in catalogo sono quasi impazzita. Non sono convinta che il lettore abbia saputo rendere alcune sfumature di quel piccolo splendido reportage della crociera extralusso, ma può darsi anche che io, essendo una groupie di DFW, cercassi qualcosa di impossibile da ritrovare, qualcuno che mi rileggesse il librino come io immaginavo la voce di Lui in Persona, in quel rapporto di comunanza con questo scrittore (rapporto ovviamente totalmente inventato da me, esistente nella mia testa, che mi rende gelosa e furibonda se ne parlano non proprio come vorrei io), ma una delle caratteristiche più commoventi di queste pagine, è l’incredibile e a volte amara autoironia con cui David tratta non solo gli altri croceristi, ma soprattutto se stesso e tutte le sue nevrosi.

La mia scoperta del magico mondo di Audible continua, ho quasi del tutto vinto il senso di colpa nei confronti della lettura, anche se in questo preciso istante il fatto di non riuscire a finire le ultime 70 pagine dell’altrimenti sfolgorante librino che sto leggendo (io sono vivo, voi siete morti, di Carrère, spero di trovare un pochino di tempo per parlarne con maggior dettaglio) mi sta regalando amabili caramelline di ansia.

Vi tedierò ancora con l’avvincente cronaca dei miei sweet audible, anche perché ne sto ascoltando uno bello, ma così bello… non trovo proprio le parole!

4 pensieri riguardo “Audiolibri, facciamo le cose per bene

  1. Io ho appena finito “il giardino dei Finzi Contini” letto da Marco Baliani. Ascoltato tutto nelle mattine fra Bordighera e Ventimiglia. Quando è finito mi veniva da piangere.

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