Reading is sexy

I libri del 2016

Come ogni anno, durante gli ultimi giorni di dicembre, mi piace fare un resoconto delle mie letture, e quindi mi sono messa a scartabellare su goodreads (dove sono molto più precisa nel segnare le letture, mentre su anobii, che spesso funziona così così, seguo molto di più i gruppi di discussione).

In tutto ho letto 61 libri (anche se non dispero di finirne un altro, prima della fine dell’anno, Il dono di Humboldt è molto bello, ma per qualche motivo faccio una fatica inusitata a leggerlo, me lo trascino dietro da una ventina di giorni, ma ormai mi manca appena un faticosissimo centinaio di pagine!) e ce ne sono ben 10 che hanno vinto le 5 stelline, per cui tutti questi libri mi hanno colpita e affondata, e meritano di finire nella mia top ten, ma i seguenti verranno esclusi dalla classifica (ovviamente con motivazione!).

  • Kobane calling – fuori classifica perché è un graphic novel, l’ho amato alla follia ma non me la sento di mescolarlo ai romanzi, non perché sia inferiore in qualche modo, ma perché è semplicemente diverso. Per di più io Zerocalcare lo amo, praticamente in ogni sua manifestazione, avete presente quelle che trovano irresistibile un attore o un calciatore o un cantante? Ecco, io uguale, con lui, però.
  • L’urlo e il furore – fuori classifica anche lui, per il semplice motivo che è troppo, troppo complesso, troppo doloroso, troppo… non trovo le parole, ma cercherò di spiegarmi. Immaginate una pianta carnivora, avviluppante, aggressiva, di quelle da romanzo dell’orrore. Mentre lo leggevo io mi trovavo prigioniera lì dentro. Un capolavoro, probabilmente se ne viaggia bel bello sopra tutti gli altri libri di questo elenco, ma non lo rileggerei nemmeno sotto tortura, quindi rimane fuori, e mi sento anche poco in colpa, alla fine dubito che Faulkner senta il bisogno di vincere la mia classifica, per quanto, insomma, sia un bell’onore!
  • IT – Finisce fuori classifica anche Stephen, perché It imbraccia il suo fucile e spara diritto al tuo cuoricino di bimbo, quello sepolto sotto l’abbrutimento dell’età adulta, e quindi l’emotività ha il sopravvento, diventa impossibile fare una classifica obiettiva, e io mi sono goduta il tomo, ma non lo infilo in classifica.

Ma eccola, finalmente, la mia top 7!

7) Vicolo Cannery. Uno Steinbeck “minore”, forse (ma solo perché Furore e Uomini e topi sono talmente immensi da lasciare senza fiato), ma incredibilmente godibile, un vicolo di Monterey costellato di personaggi che vorresti conoscere e abbracciare, non c’è una vera trama (e io sono donna da trama, si sa), ma incredibilmente, nonostante questo, mi è rimasto nel cuore.

6) Il libro dei bambini. Questo libro percorre le vite di alcune famiglie dalla fine dell”800 alla prima guerra mondiale, puntando in particolare l’attenzione sui ragazzi e sui bambini, seguendoli nel loro percorso. È un libro molto “erudito”, io ho dovuto continuamente googlare perché c’erano un sacco di cose che non conoscevo, è stato impegnativo, ma bellissimo!

5) Una questione privata. Quand’ero piccola adoravo il libro di lettura delle elementari di mamma, e ricordo che c’erano moltissimi brani tratti da Fenoglio e mi piacevano molto. In seguito ho completamente dimenticato questo autore, anche perché non credo che sia mai stato nominato nei miei 13 anni di scuola (università esclusa, perché avendo fatto ingegneria non fa testo). Ho fatto male. Una questione privata è un gran libro, e non ha perso un briciolo di attualità, Fenoglio ha saputo maneggiare le cose della guerra, dell’amore e della vita in modo autentico e intramontabile, e questo libro merita di essere riscoperto.

4) Preghiera per un amico. A prayer for Owen Meany. Owen, quanto mi manchi. Qui una pippa gigante. Dopo cinque mesi i personaggi di questo libro sono ancora qui con me, praticamente in carne e ossa.

3) Mattatoio N. 5. Il mio colpo di fulmine con Vonnegut. Non poteva che finire sul podio. Ghiaccio nove mi attende nel 2017 (piccolo simpatico buon proposito!)

2) Il grande sonno. Qui sono combattutissima. Perché Marlowe è Marlowe e io lo amo, forse perfino un pochino di più di Zero (scusa Zero!), e io ho provato a metterlo sul gradino più alto del podio. Però, poi, c’era un piccolo pezzettino del mio stomaco infelice, quando lo facevo, perché il mio libro dell’anno era un altro…

1) Ma gli androidi sognano pecore elettriche? Eccolo qui, il mio libro dell’anno, quello che mi ha abbagliato, un libro di Dick che qualcuno definisce minore e che io ho amato visceralmente.  Qui il post dove mi faccio il pippone sulle differenze tra libro e film.

Devo infine assegnare due premi speciali, a due libri da 4 stelline che però si sono distinti dagli altri.

Il primo premio speciale è il “premio pendolare fallimentare”, cioè il libro che mi ha talmente preso che sono dovuta scendere dal treno scapicollandomi e senza mettermi sciarpa e giacchetto, arraffando le mie carabattole, col rischio che mi ripartisse sotto il culo:

Il postino suona sempre due volte, talmente appassionante  da rendere molto molto complesso staccarsene.

Il secondo premio speciale  è il “premio goccia che scava”, cioè quel libro che mi ha messo in difficoltà praticamente fino alle ultime 30 pagine, quel libro che ho continuato a leggere solo per amore del suo scrittore (scrittore che era sul gradino più alto del podio lo scorso anno, con La strada), ma che, una volta arrivata alla fine (il finale è portentoso), mi ha fatto gongolare compiaciuta, avevo perseverato, avevo tenuto, ed ero stata premiata. Il libro è Meridiano di sangue, e non fatevi scoraggiare dalla scia di sangue che si lascia dietro, perché alla fine con Cormac c’è sempre speranza (anche ne La strada, io continuo a professarlo anche se un mucchio di gente non mi crede).

Orbene, questo è stato il sunto del mio 2016 in libri, mancano moltissime cose, ma ho racchiuso tante delle mie avventure libresche in questo post, e questo post mi aiuterà, credo, a ripercorrerle, un giorno, rileggendolo!

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8 thoughts on “I libri del 2016

  1. Certo che 60 libri sono davvero tanti, in un solo anno. Sei più incallita di me e di tanti altri lettori che conosco 😉 Mi interessa parecchio ciò che hai detto di Steinbeck, ma prima voglio gustarmi Uomini e topi, che ha la precedenza assoluta su qualsiasi altro testo! Per quanto riguarda Fenoglio vai invece a confermarmi l’importanza di quel romanzo (Una questione privata), che non mi farò di certo scappare. Ciao carissima, ti auguro un 2017 brillante e sfavillante, pieno di gare podistiche ma anche di tante belle nuove letture 😉 PS … ahahahh!! Certo che con quel “premio pendolare fallimentare” mi hai fatto proprio divertire! Sei strepitosamente simpatica, continua così!! E poi hai ragione, c’è anche il buon vecchio Cormac, cosa mi manca ancora di lui? Resta sintonizzata che presto lo scoprirai… 😉 🙂

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    1. Fai bene a dare la precedenza a Uomini e Topi, è un gioiello, e anche Fenoglio merita davvero, mi intristisce che a scuola non venga nominato, anche a te un 2017 meraviglioso, e non vedo l’ora di scoprire cosa hai da raccontarmi su Cormac 🙂

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