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Settimana 48

Settimana pesantissima. L’incredibile sensazione di onnipotenza dalla quale ti senti investita quando finisci una maratona è qualcosa di molto ondivago per cui passi giornate in cui altaleni da manifestazioni di onnipotenza tipo “guardatemi, sono una finisher, spacco culi come se piovesse, ho fatto la maratona, cosa può essermi precluso ormai?” (magari l’ironman, o il passatore, suggerisce la porzione razionale e non esaltata del mio cervelletto) a vegetare sulla scrivania o sul divano o su qualunque superficie ti consenta un appoggio sguaiato (anche laddove vegetare non è cosa buona e giusta, tipo a lavoro, dove ho fatto una fatica bestia, a momenti, a mantenere un’efficienza adeguata).

Ma cerchiamo di razionalizzare.

Librini

Questa settimana ho finito due librini che si sono abbastanza trascinati. Elefantiaci. Nessuno dei due mi ha entusiasmato (o anche solo convinto).

Il primo è La figlia, di Clara Uson. Racconta di Ana, la figlia di Mladich, generale serbo condannato come criminale di guerra al termine del conflitto in Bosnia e Erzegovina. È chiaro che l’argomento mi appassiona moltissimo e la mia impressione è che l’autrice si sia documentata con grande puntiglio, per cui da questo punto di vista l’ho trovato istruttivo, però, cacchio, questo è un romanzo, e il romanzo non mi ha lasciato assolutamente niente. Ana passa dall’adorare la sua vita e il padre, senza il minimo dubbio, in modo assolutamente acritico, al non riuscire più a sopportare il fatto di essere la figlia di uno strumento di morte. Non c’è evoluzione tra i due stati, nessuna sfumatura di grigio, tutto bianco e nero. Non ci siamo, un ibrido tra saggio e romanzo che proprio in quanto ibrido non riesce a prendere la sufficienza.

Il secondo librino è L’avversario, di Carrère, nel quale si racconta la vicenda di Jean-Claude Romand. La vicenda è molto nota, ma la riassumo rapidamente nel caso fosse sfuggita. JCR per circa 20 anni ha vissuto un’esistenza totalmente fittizia, simulando, anche con genitori, moglie e figli, una laurea in medicina e un lavoro all’OMS. Ha campato (economicamente parlando) truffando parenti e l’amante, e quando è arrivato al punto di essere messo alle strette ha ucciso tutti quanti (amante esclusa). I dettagli della trama sono perlopiù insignificanti, quello che io ricercavo in questo libro era il confronto dello scrittore con la storia di un uomo che, insospettabile, dopo 18 anni di finzione, stermina la famiglia per evitare in ogni modo il confronto. In realtà Carrère, dopo un inizio molto interessante, in cui effettivamente si domanda come sia possibile approcciarsi a questa vicenda, si limita a raccontare i dettagli della storia, annoiandomi un po’. Ricercavo un confronto col demone, per capire quanto più possibile come si possa affrontare un mondo in cui questo è possibile, e sono rimasta delusa.

Film

Questa settimana, col Nano, abbiamo guardato un film che amo molto, “tutto su mia madre”. Mi sono chiesta più volte se fosse un po’ azzardata questa scelta, è un film piuttosto forte, con una visione del sesso estremamente disinvolta, però mi sono detta che a fronte di un piccolo imbarazzo, forse per entrambi, poteva essere un modo per entrare più in confidenza sull’argomento, considerando quello che si sente in giro pare ce ne sia bisogno (senza contare che io gli faccio già da un po’ il lavaggio del cervello sui contraccettivi :D). Il risultato è stato eccezionale, per me, abbiamo riso e sghignazzato insieme, ne abbiamo approfittato per affrontare argomenti importanti (contraccezione, discriminazione, HIV) ed è stata una serata un po’ magica.

Corsa

Non pensate che, con la scusa della Maratona di domenica, io me ne sia rimasta a poltrire. Ho corso, regolarmente, quasi come se i 42195 m di Firenze non fossero esistiti, giusto un po’ più piano, ecco, ho fatto un sacco di yoga (credo che parlerò di questa nuova fissa in un post a parte, comunque sto cercando di fare 20′ tutte le sere prima di dormire, con il Nano che mi sfotte e ogni tanto giunge in mio soccorso quando rimango bloccata in posizioni inconsuete) e sto cercando di fissare i miei nuovi obiettivi. Non è facile perché, ovviamente, ne ho troppi, comunque per il mese di dicembre sono iscritta a 2 mezze maratone (San Miniato, giovedì, e Pisa, il 18), ho individuato il primo trail che vorrei tentare, il 22 gennaio, e con collega-amico stiamo studiando la Maratona per il suo esordio sulla distanza regina! Probabilmente sarà Roma, il 2 aprile.

Domenica scorsa, però, per vedere come reagivano gambotte a un carico importante 7 giorni dopo la Maratona, ho fatto una 20,7 km collinare e mezza sterrata (figata assoluta, sempre più capisco che non potrò evitare ancora a lungo i trail!) divertendomi come una matta e conoscendo nuovi running friends!

Una settimana piuttosto impegnativa, che spero di “scaricare” un po’ durante quella in corso, in cui farò il ponte! Solo tre giorni di lavoro! Non mi pare vero :)!

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4 thoughts on “Settimana 48

  1. wowwww… complimenti che forza che sei!!! Non è da tutti una maratona all’attivo, anzi è proprio per pochi! 🙂 Io non ci sarei mai riuscita nemmeno da giovane. 🙂 Grazie dei consigli per i libri e i film, ne faccio tesoro 🙂

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    1. Capisco che a chi non corre sembri un’impresa, ma in realtà per farla, a un passettino lento come ho fatto io, basta solo allenamento, testa e cuore! Poi c’è chi tiene passi incredibili, e allora lì davvero tanto di cappello!

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