Qualche volta corro

-6!

Oggi è un lunedì speciale, perché è il lunedì della settimana in cui tenterò di correre la mia seconda Maratona.

Sto altalenando felice tra la paura è l’emozione, a momenti prevale l’una, a momenti l’altra, ma in generale è molto bello, perché so che, comunque vada, domenica mi aspetta una piccola impresa! Ho tutti i sintomi dell’innamoramento, le farfalline svolazzanti nello stomaco, una bella sindrome monomaniacale (mi do un contegno, per lo più, ma se mi viene dato spago sono terribile e posso parlare ore e ore solo della maratona!), e le lacrime in tasca quando leggo qualcosa che mi emoziona, che sia a tema corsa o no.

Sono iniziate le macumbe sulla stagione, con la consultazione compulsiva di qualunque sito meteo visto e conosciuto (io sono una fan sfegatata del Lamma, il consorzio toscano meteo del CNR, normalmente mi fido solo di lui, ma in questi giorni ogni sito va bene!), nonostante sappia benissimo che domenica è troppo lontana perché i meteo siano affidabili, al momento (su questa diffidenza influisce il fatto che mettono quasi tutti pioggia 😕). Sabato, con le previsioni più attendibili, farò l’ultima visita al Decathlon per ritoccare l’attrezzatura (in caso di pioggia urge berretto con visiera per evitare troppa acqua negli occhi e un giacchettino antivento e un minimo impermeabile). 

Questo percorso verso la Maratona è stato diversissimo dal primo, sicuramente più complicato e pieno di imprevisti, e per questo anche la mia sicurezza è fortemente minata, ma non voglio brontolare, uno dei motivi principali per cui corro è uscire dalla mia comfort zone (con l’incredibile controsenso che contemporaneamente correre mi aiuta a mantenere la sanità mentale nelle situazioni di tutti i giorni, quelle in cui sono così immersa nella comfort zone che vorrei prenderla a picconate!), per cui lo prenderò come un esperimento, quello di correre una maratona con un allenamento sicuramente insufficiente 😜! 

La scorsa preparazione, per me, è stata un viaggio, la mia tabella, rispettata alla lettera (a esclusione della settimana di tracheite un mese prima della maratona che mi stese, letteralmente), è stata una fedele compagna, abbiamo passato tre mesi insieme, perse nel nostro rapporto di odio-amore. Non c’era pioggia, vento, stanchezza che tenesse, se lei mi diceva di correre io correvo. 

A questo giro, invece, non ho seguito tabelle, credo di aver corso quanto più potevo compatibilmente con il recupero dall’infortunio, ho intrapreso una rincorsa forsennata per aumentare i chilometri, ho vissuto una mattinata incredibile per l’unico vero lunghetto che ho fatto, i miei 28km, mi sono disperata per aver mollato la mattina in cui avrei dovuto correre il secondo e ultimo lungo della mia preparazione improvvisata, e mi sono goduta tutti i miei chilometri, perché io corro per quello, per assaporarli, passo dopo passo. 

Sarà difficilissimo che io possa correre tutti e 42195 m della maratona, diciamo che obiettivamente dovrei essere contenta di arrivare al 32-33 esimo chilometro, ma nonostante qualcuno mi abbia consigliato di provare a fare 5+2, cioè cinque km correndo e due camminando, alternativamente, per tutta la maratona, io non mi voglio precludere niente. Correrò finché avrò fiato e gambe, correrò sempre col sorriso, sempre!

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