Qualche volta corro

Wolverine me spiccia casa

Ieri mattina ho corso la Mezza Maratona di Livorno. Lo premetto subito, e non importa se verrò tacciata di mitomania, è stata una mattinata gloriosa, non per il tempo (è stata la mia mezza maratona ufficiale più lenta, 1h53’17”), certo, ma perché riprovare l’emozione di correre col pettorale, dopo la fascite, è stato indescrivibile.

Ma andiamo con ordine.

Alle 5:30 ero sveglia, ma non ero tesa; ero emozionata, felice, volevo correre e godermi la mattinata, ho cincischiato un po’ a letto e poi mi sono alzata, per gli usuali riti pre-gara: i vestiti erano pronti dalla sera precedente, ho preparato il tè e mi sono tagliata una mega fetta di melaccio, un dolce dall’aspetto infelice, ma incredibilmente buono (per forza, mela, noci, mandorle, uvetta e cannella a profusione), ho preso le cuffiette (anche se in gara tendenzialmente non ascolto musica, troppo più bello godersi le cose che ti circondano, però non si sa mai, non è un caso se la musica viene considerata doping!!) e controllato se avevo preso certificato medico, patente e qualche spicciolo.

Quando sono arrivata a Livorno è stato bellissimo rendersi conto di conoscere un sacco di gente, ho incontrato Ale e Ale, uno dei quali correva la sua prima mezza, emozionatissimo, ho incontrato Sara, col suo sorriso sereno, Carla, che ha fatto la 100 km del passatore in meno di 11 ore, il mio pace maker personale dal nome epico Ettore, Giancarlo, che mi conosce da quando a sei anni accompagnavo mamma a correre e continua ad arrivare davanti a me alle mezze (😡😡😡), Fabrizio, l’amico velocissimo di Marito, che mi ha presentato la splendida Emanuela, che avevo incrociato in altre corse, perché con le sue gambe chilometriche e i riccioli rossi non  passa certo inosservata, e Arianna, un concentrato di energia che avevo conosciuto l’anno scorso alla mezza a Pisa!

Ary ed io abbiamo deciso di correre insieme, e anche Emanuela, che va molto più forte di noi, si è unita! Eravamo il trio più strafigo di tutta la corsa, quello più sorridente e casinaro! Siamo partite piano, prudenti e circospette (almeno, io lo ero, le altre erano molto più spigliate!), un po’ col freno a mano tirato, ma dopo tre chilometri mi ero dimenticata di tutto… abbiamo chiacchierato, esultato, tifato, con noi che arrancavamo dietro alle lunghissime gambe di Emanuela che con la massima nonchalance macinava chilometri! Al quindicesimo, quando gambotte cominciavano a risentire della fatica, si è girata verso di noi tutta pimpante annunciandoci che questi chilometri le erano volati!

Gli ultimi tre chilometri sono stati abbastanza faticosi, ma quando sono entrata nella pista di atletica dove era piazzato il gonfiabile dell’arrivo e ho visto mamma&family e babbo&family (opportunamente distanti, per scongiurare il funghetto atomico che si genera da incontro ravvicinato tra i due) che mi tifavano, l’euforia mi è esplosa dentro, ero così felice di essere proprio lì, a correre, un po’ puzzolente e spettinata!

Il prossimo pettorale lo indosserò tra due settimane, e so già che sarà tutto più difficile, so che ci sarà sofferenza e avrò bisogno di ogni stilla di volontà. Non so quanta strada farò, tra due settimane, ma ancora una volta ringrazio il giorno in cui ho deciso di iniziare a correre, ringrazio le prime ripetute, ma soprattutto ringrazio tutte le persone che ho conosciuto correndo e che hanno reso le mie corse magiche!

Il marito di mamma mi ha fatto delle foto fantastiche, ieri, ma questa sotto è la mia preferita di sempre, da quando corro, io ci vedo tutta la gioia e la soddisfazione di una mattinata splendida, e riguardarla mi fa venire voglia di correre a allenarmi, per portare a casa una nuova medaglia e nuove emozioni! E come ha detto mamma “Wolverine te spiccia casa quando corri!!!!”

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7 thoughts on “Wolverine me spiccia casa

      1. Opss, allora ho frainteso, forse ingannata dalla tenuta estiva 😉 Ma può darsi che da voi il clima sia clemente, mentre qui all’estremo nord (Trentino Alto-Adige) c’è già un freddo cane! 🙂

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      2. 😀 c’erano circa 6°C, quando mi sono levata la felpa credevo di congelare! Però preferisco soffrire il freddo all’inizio che il caldo alla fine, considera che praticamente non ho nemmeno sudato!

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