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Trainings, week 41

Sabato mattina, finalmente, è arrivato il momento di iniziare ad allungare. Dovessi dire di essere sicura di essere pronta mentirei, ma il progetto che rincorro me lo richiede, e ho intenzione di rischiare il tutto per tutto. Mi sono prefissata 16 km, non importa a quale passo, il mio obiettivo è solo portarli in fondo.La sveglia del Nano suona, e insieme alla sveglia sento chiaramente il suono della pioggia. Ok, non è proprio sotto il diluvio che volevo allungare, ma si può fare, io adoro la pioggia, mi sento sempre come Leonida alle Termopili, un’eroica piccola spartana che sfida le intemperie. Il Nano mi presta un suo vecchio k-way (“mamma sembri un elfo blu, così!”), lo accompagno a scuola e parto. La partenza è easy, il piede si fa sentire pochissimo, sono solo preoccupata per il doloretto al tricipite femorale sx, quello che lanciava grida belluine giovedì scorso e non ne vuol ancora sapere di tacere. Al 5° km la pioggia continua diventa diluvio, e io mi ritrovo a correre contro un muro d’acqua, ma mi sembra di intravedere la schiarita, per cui non mi perdo d’animo! Sono solo preoccupata per il cell, è rinchiuso nella custodia impermeabile, ma non so quanto può durare, ma per fortuna sia lui che le cuffie continuano imperterriti a funzionare, e almeno la mia adorata playlist mi rimane a fianco! All’8° km la pioggia rallenta fino a cessare, ma, ahimè, si alza il vento che porta sì via un nuvolone che mi avrebbe affogato, presumibilmente, ma mi rema anche contro.

Al decimo km il dolore al tricipite diventa forte, faccio fatica a stendere la gamba, la tentazione di fermarmi è fortissima, ma la macchina dista 2 km, per cui rallento, e mi dico che quando arriverò alla macchina considererò se continuare altri 4 km o fermarmi. Dopo un chilometrino e qualcosa molto lento il muscolo si scioglie, perciò decido di fare tutti i miei 16 km, che concludo a un passo di 5’46”! Sono certa, però, che il muscolo abbia qualcosa che non va, non è un normale affaticamento, e credo proprio che si tratti di una contratturina (preso appuntamento con la fisioterapista del mio cuor per farla sciogliere, martedì sera valuterà se la mia autodiagnosi è corretta e inizierà a lavorarci (so già che vedrò le stelle!)).

Sabato: Corsa, 16 km @5’46”, voto all’allenamento: 9 (è un voto alto, ma quando corro diversi km nel diluvio mi piace premiarmi!)

Lunedì ho intenzione di correre in pausa pranzo, metto le mani avanti con colleguccio e lo avviso che andrò pianissimo, il tricipite molesto deve essere assecondato in ogni modo, ho un progetto, corro dei rischi ma faccio del mio meglio per portarlo avanti! Oggi mi rifiuto di farmi prendere dai malumori della scorsa settimana, seguirò il mio ritmo, asseconderò i dolorini, sono motivatissima ad andare avanti! Parto acciaccata e i primi due km il ritmo è quello che è, però rigo dritto e la testa mi sostiene, andando sottoritmo posso parlare serenamente, per cui ne approfitto per ciarlare allegramente, finché pian pianino il muscolo si scioglie e allunghiamo, niente di che, ma l’ultimo paio di chilometri a 5’20” mi fanno sentire bene, abbasso lo sguardo e l’alternanza delle gambe che si muovono mi regala gioia e fiducia! Alla fine, complice anche il fatto che il Garminuccio si sia piantato un paio di volte, il passo è un po’ moscio, ma sono stata bene, e mi sento corroborata!

Lunedì: Corsa, 9 km @5’47”, voto all’allenamento: 6+

Martedì ho portato le mie care collegucce a camminare, abbiamo fatto solo mezz’ora (causa riunioni elegantemente poste in pausa pranzo -.-) a passo svelto, con un bel freddino, ma erano tutte contente, intervallare la giornata lavorativa così è sempre un toccasana (la sera la mia fisioterapista adorata cerca di sciogliermi le 2 contratturine che mi trova sul tricipite femorale, il dolore pungente se ne va, ma rimane tutto indolenzito e continuamente in tirare).

Mercoledì vado a correre. Sono sola, perché colleguccio la sera gioca. Partire soli è sempre un pochino più complicato che partire in compagnia, ma quando corri da un bel po’ diventa automatico, se ti dici che quel giorno andrai pochissime cose ti possono fermare. La mattina era freddo, freddissimo, a Pontedera c’erano appena 4-5°C, e io non sono certo pronta ad affrontare queste temperature. Anche gli spogliatoi sono freddissimi, perciò io faccio la stupidaggine di mettermi la maglia a maniche lunghe. Dopo 5 minuti che corro sotto il sole ho caldo, ma mi rimbocco le maniche e vado. La mia intenzione è di allungare un pochino il giro di martedì. Il sole è perfetto, la temperatura è perfetta, incontro un sacco di runner veloci e sorridenti, ne becco due che su un rettilineo fanno delle ripetute velocissime e, per allungare il percorso, trovo una stradina sterrata che affianca un allevamento (???) di cavalli. Mi sento benissimo. Le gambe non girano magari con la scioltezza di qualche mese fa, ma funzionano, e io socchiudo gli occhi e mi godo un sole benefico. Alla fine della corsa sono talmente endorfinata che la faccia ebete da stanchezza soddisfatta non mi abbandonerà per tutto il pomeriggio!

Mercoledì: Corsa, 10,5 km @5’42”, voto all’allenamento: 6 1/2

Giovedì riposo assoluto, anzi, la sera ho anche straviziato, complice il caminetto, un risottino ai funghi porcini e un Morellino di Scansano (ok ok e un formaggio sardo di bontà paradisiaca gentilmente offerto da una dolce colleguccia!), ma venerdì nessuno può impedirmi di andare, nemmeno un cielo che minaccia bufera (o i buon pro al sapore di Morellino di Scansano che continuo a fare). Parto con colleguccio, e partiamo entrambi piano, lui indolenzito dalla partita del mercoledì, io dal tricipite molesto. Dopo un paio di chilometri le gambe iniziano a sciogliersi, il cielo smette di promettere tempesta e la temperatura si alza. Colleguccio mi conosce, sa benissimo che, per quanto proclami baldanzosa che il passo lentino degli ultimi tempi è assolutamente ok, mi basta correre, non sono del tutto onesta. Sa bene che i chilometri sotto i 5′ (passo lentissimo per qualcuno, veloce per me) sono un ricordo che accarezzo con amore, con voluttà, oserei dire, e sa anche quanto mi piaccia spingere, quanto adori cercare di avvicinarmi ai miei limiti (sempre con moderazione, il mio progetto ha la priorità e prevede una certa dose di prudenza) perciò inizia ad accelerare. Io lo seguo, ho chiacchierato tanto nei primi chilometri, ma a questo punto devo risparmiare il fiato, 5’25”, 5’20”, 5’10”… 5′! Dopo tanti mesi, finalmente, per un po’ il Garminuccio mi fa l’occhiolino, stai andando sotto i 5′, e chiudere l’8° km in 5′ spaccati, mi regala una bella carica. Gli ultimi km, poi, rallentiamo un po’, perché sono pieni di salitine, strade da attraversare, perfino un sottopasso, ma io sono gongolante. Finisco la corsa stanca, come non mi capitava da un po’ (essere tirati è sempre molto molto bello!), ma felice. Ho resettato i pensieri negativi della mattina, ho resettato alcuni giramenti di palle e un sacco di menate. Ho corso, e, per i miei standard attuali, ho corso alla grande.

Venerdì: Corsa, 10,8 km@5’31”, voto all’allenamento: 8!

Come si può vedere ho praticamente mollato tutto quello che non è corsa, mi dispiace un po’, perché specialmente col nuoto mi sembrava di vedere dei miglioramenti, senza contare che ero riuscita a fare due sollevamenti sulle braccia, ma ora il mio pensiero è tutto per la mia amata corsa! Buon fine settimana a tutti, che sia pieno e divertente!

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4 thoughts on “Trainings, week 41

    1. Guarda a me sono bastati 40 minuti dalla fisioterapista, ha trovato subito le due contratture e le ha sciolte! Sono ancora indolenzita (anche perché ha decisamente pigiato!) ma il dolore intenso è sparito!

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