My trainings · Qualche volta corro

Allenamenti, week 40

Ci ho preso gusto, quindi riassumerò in un post settimanale anche i miei allenamenti (rubrichette come se piovesse!). Non pretendo che sia di grande interesse, ma facciamo finta di nulla, almeno posso sproloquiare quanto voglio di entusiasmo, fiatone, stanchezza (perché in una settimana di allenamenti io posso serenamente spaziare per qualunque stato d’animo, questa settimana, poi, come si vedrà, è stata anche particolarmente particolare, ma non spoileriamo nulla!), chilometri, scarpe, plantari, etc etc etc! Lo pubblicherò il venerdì, anche se logisticamente sarebbe meglio pubblicarlo il lunedì, così finirei in bellezza col finesettimana sprint, ma poi mi confligge con l’altro, insomma, andrò al contrario, il meglio sarà all’inizio del post, in barba a tutte le strategie fighe di procedere in crescendo!Ordunque, eravamo rimasti a me che faccio la prima corsetta, lunedì scorso, e che mi gaso perché il piedino non ha protestato e il processo di assuefazione ai plantari è, alla fin fine, meno traumatico del previsto. La scorsa settimana, di giovedì, avevo poi fatto 8 km, senza particolari traumi. La cronaca di questa settimana inizia quindi da sabato!

Sabato ho fatto una cosa che non avevo ancora mai fatto (e che temo non ripeterò per un po’, ma procediamo con ordine!), un allenamento combinato bici+nuoto! Ho fregato la bici al maritino, abbassato completamente il sedile per adattarla alle mie gambette corte (rimane il problema che faccio fatica ad arrivare ai freni, tra il momento in cui penso di frenare e quello in cui finalmente riesco, sdraiandomi completamente sulla bici, a raggiungere le levette, passano quei comodi 4-5 secondi che potrebbero non essere propriamente idilliaci, ma tralasciamo!) e sono partita. Avevo anche i pantaloncini imbottiti, sempre del maritino, ma, abituata alla corsa, sono partita un po’ troppo leggera, pensando che presto avrei iniziato a sudare. Invece, un po’ perché andavo piano, un po’ perché il venticello asciugava immediatamente l’eventuale sudore, ho patito un freddo becco. A parte un po’ di mal di culo, in realtà, i 36 km sono passati in un lampo, solo le raccomandazioni del consorte mi hanno impedito di allungare indefinitamente, e credo sia stata cosa saggia.

Appena scesa rimetto la bici in macchina (cosa che mi aveva preoccupato per tutto l’allenamento, temevo di non riuscire a farcela entrare) e corro in piscina, di fronte alla quale avevo parcheggiato preventivamente. A me sembrava di avere gambotte freschissima, mi sentivo in grado di non fermarmi mai, in realtà, quando ho iniziato a battere i piedi a stile, mi sono resa conto che i quadricipiti non erano proprio così felici, fortuna vuole che la scheda (un programmino che ho scaricato da nuotomania.com) prevedesse un allenamento incentrato sulle braccia, in questo modo me la sono cavata.

Sabato: Bici + nuoto, 36km + 1600, voto all’allenamento: 9! Grande divertimento e energia inesauribile (apparentemente)

In realtà, per quanto bello sia stato il combinato di sabato, i miei pensieri erano tutti rivolti alla domenica mattina, quando avrei provato di nuovo a correre, puntando finalmente alla doppia cifra, 10 km tutti per me!

Nella mia mente mi prefiggevo di stare tra i 5’50” e i 5’40”, in realtà, non senza un po’ di fatica, ho fatto 11 km a 5’26’‘, mi sentivo davvero al settimo cielo, il ritmo non era certo quello dei periodi migliori, però mi era sembrato che i miei sforzi durante l’infortunio fossero serviti, sono stata davvero contenta!

Non avevo però fatto i conti con la stanchezza dei tre allenamenti nel giro di 24h! Il pomeriggio non c’è stato modo di schiodarmi dal divano, proprio non ce la facevo a concepire di fare altro, se non stare in casa col maritino!

Domenica: Corsa, 11 km @5’26”, voto all’allenamento: 9+!

Martedì, gasatissima, torno a correre in pausa pranzo con un collega. E qui è necessaria una precisazione. Io odio essere di peso. Sarà che quando mi alleno cerco sempre di dare il massimo, il pensiero di rallentare questo collega, col quale siamo anche amici, mi urta moltissimo e riesce a innervosirmi più di quanto magari sarebbe necessario, è lui a voler venire con me, non sono io a chiederglielo, eppure quando mi accorgo di frenarlo (o meglio, nei momenti in cui sono in difficoltà e magari risulta più evidente) mi girano moltissimo le scatole, e faccio fatica a godermi l’allenamento quanto vorrei (è solo un 10% dell’allenamento, eppure mi lascia un po’ di amaro), anche se poi correre con lui in realtà mi piace 100 volte di più che correre tutta sola!

Insomma, martedì, finalmente, torno ai 10 km anche in pausa pranzo, obiettivo a cui tenevo molto, e li faccio anche a un buon accettabile (5’35”), considerando le numerose salite che ci sono nel percorso lavorativo.

Martedì: Corsa, 10 km @5’35”, voto all’allenamento: 7 1/2!

Il mercoledì ero un po’ affaticata, e ho saltato anche la piscina, purtroppo quando mi concentro sulla corsa mi cala la tensione sulle altre cose, perdo un po’ di concentrazione! Il pensiero di voler correre bene il giovedì è troppo pressante per poter pensare di godermi la piscina, per cui, senza troppi patemi, vado a casa. Giovedì mattina mi alzo pimpante e baldanzosa. Il piede non brontola, le gambe sembrano scattanti e credo di poter fare una grande prestazione. Sono così energica che vorrei fare le ripetute (fortunatamente prevale il buon senso!) e in pausa pranzo col mio colleguccio ripartiamo per ripeterci sui 10 km. Sono convinta di fare un tempo migliore del martedì.

Bastano 200m per rendermi conto che i miei calcoli sono del tutto errati. Il tricipite femorale (muscolo che non mi fa MAI male!) inizia a lanciare grida belluine, il piede si lamenta, non tanto per la fascite quanto (mi è sembrato) in protesta al plantare. Ovviamente non mi faccio spaventare, butto giù il capone, stringo i denti, e rielaboro le aspettative. 10 km, non importa il ritmo, ma vanno fatti.

Sono dolorante, dolorantissima, il mio collega andrebbe come le schegge, e io mi sento una palla al piede. Vorrei essere sola, io e la mia fatica, vorrei scenderci a patti, divento insofferente e incattivita, non ho problemi con la sofferenza, anzi, spesso mi sento un po’ eroica a perseverare e di conseguenza mi fa sentire bene, ma vorrei affrontarla in solitudine.

In qualche modo, tuttavia, procedo, a un certo punto mi riappacifico con me stessa e col mio povero collega (che spero in realtà non si sia accorto di questa guerra che ho combattuto contro di lui :D), e anche con la fatica. Arrancherò fino in fondo, ma i miei dieci chilometri li porto a casa, e a quel punto le endorfine rispondono alla chiamata e mi aiutano a sorridere al pomeriggio che mi attende!

Giovedì: Corsa, 10 km @5’40”, voto all’allenamento: 4!

Venerdì, infine (oggi), ci eravamo messe d’accordo con delle colleghe per andare a camminare, ma la mattina pioveva e soltanto una coraggiosa ha portato la maglietta e le scarpe di ricambio, invece alle 10,30-11 è venuto fuori un bel sole e abbiamo camminato 45 minuti nell’aria frizzante e assolata ottobrina, una meraviglia! Intervallare la giornata lavorativa così è sempre un piacere, il pomeriggio scorre molto meglio, rispetto a quando ci limitiamo ad acciambellarci a mensa (non che a me succeda così spesso!!!), e io spero di aver anche sciolto i malefici muscoletti ribelli che ieri avevano indetto la loro lotta dura senza paura. Domani mi aspetta una piccola sfida con me stessa (niente di che, niente rispetto a quello che correvo prima della fascite, ma insomma, Rome wasn’t built in a day), senza contare l’avventura Red Hot!

Buon fine settimana a tutti, io cercherò di godermelo al massimo!

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4 thoughts on “Allenamenti, week 40

    1. Cara Ale, non ti devi nascondere per niente, a me stanno antipaticissimi quelli che vogliono convincere a tutti i costi le persone a diventare sportive, ognuno faccia ciò che lo fa stare bene (te poi scrivi delle recensioni così belle che non esiste che tu ti nasconda!!!). Buon fine settimana cara, non ho ancora avuto tempo di leggere con calma il tuo post, passo presto a trovarti!

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