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Every step is a challange to win!

Ho passato due giorni molto cupi. In nota metto brevemente il motivo, che non vuol essere il tema centrale di questo post, che scrivo invece per sottolineare tutte le cose belle per cui il cattivo umore si è rapidamente dileguato! (Ho riavuto un momentuccio, però l’ho fatto passare!)Orbene, dopo la brutta notizia, oltre a passare una giornata ringhiando, la prima notte non ho dormito per la preoccupazione, e il giorno successivo me ne sarei volentieri andata in giro come uno zombie. Purtroppo, o per fortuna, a lavoro c’è stata la rivolta delle pompe, per cui mi sono dovuto barcamenare tutto il giorno per cercare di farle ripartire dignitosamente (a un certo punto una si era impuntata a girare a 100 rpm invece che a 165, non c’era linearizzazione che tenesse, l’avrei lanciata dalla finestra! La risoluzione è stata poi così demenziale , ho atteso una decina di secondi dopo l’invio di ciascun parametro, per essere sicura che tutto stesse comunicando, che non sapevo più se ridere o piangere!) e quindi non ho avuto modo di pensare alla casa o al sonno. Uscita da lavoro, tardino, dovevo correre (non si sgarra al programmino pre preparazione!). Per cui alle 20.15 parto bel bella per il mio allenamento, 5 minuti di riscaldamento, poi cinque minuti arzilli alternati a 5 minuti più piano per 5 volte e infine 5 minuti di defaticamento (la fiera del 5, direi :D). Un’ora tutta per me. È stato un allenamento bellissimo. Partita con le gambe stanche e l’intenzione di scrollarmi via di dosso le menate, senza musica, solo col Garminuccio che doveva avvertirmi del cambio passo, ho corso un’ora guardando il tramonto e i campi di girasole, guardando le nuvole rosate, niente di eclatante, non è stato uno di quei tramonti infiammati, ma un tramonto esitante, carezzevole. Mi sono goduta i muscoli che si scioglievano (due giorni prima avevano fatto le ripetute in salita, non erano proprio carini e coccolosi), il caldo ancora abbastanza intenso, l’umidità, non sentivo niente remarmi contro, mi sembrava invece che le difficoltà fossero tutti nodi che pian piano arrivavano al pettine e io li scioglievo, lentamente, con calma e pazienza. Quasi 12 km di corsa, 5’22” alla fine il ritmo medio, una stanchezza buona, sana, la consapevolezza di ogni muscolo, un po’ provato, e la certezza di avere di fronte una notte serena.

Oggi sto bene. È venerdì e mi aspetta del tempo da passare con i due amori della mia vita (non ne ho scritto, ma Marito ha fatto di tutto per rasserenarmi, pur essendoci rimasto male quanto e più di me ha messo la mia serenità prima della sua, tacitando le sue ansie per consolare le mie, ora che io sono più serena è bello sentire che la situazione si sta un po’ invertendo, sono felice di essere io a placare lui), ho un bel thriller sul Kindle (i thriller sono, per me, paradossalmente, i libri della serenità, quando ho voglia di relax mi affido a loro o ai gialli, sebbene sia davvero difficile trovarne all’altezza, leggeri ma non stupidi, però questa volta sono andata sul sicuro, Henning Mankell è una garanzia, e sono rimasta davvero dispiaciuta di sapere che è morto l’anno scorso, credo che Kurt Wallander sia uno dei personaggi a cui sono più affezionata), ho guardato una serie bomba come Mr Robot (ero stata abbastanza stinfia (termine tecnico che individua una donnina che ha una reazione contenuta ma acidella) tutto l’anno, facevo faccine sussiegose quando un sacco di siti lo piazzavano altissimo nella classifiche annuali delle serie, mi pareva un argomento troppo abusato e un po’ sterile, e invece BUM!!! Colpita) e mi sono procurata Stranger Things, con quel meraviglioso titolo scritto alla Stephen King, insomma, ho motivi di gioire e di fare una virtuale “Sucaaaaa” a tutto quello che va storto.

Il post l’ho scritto venerdì e lo pubblico di domenica, sono ancora di umore altalenante, ho ancora delle botte di abbattimento che mi lasciano stordita, odio farmi abbattere, però ci sono e dopo ogni corsa mi sento come se avessi preso a cazzotti quello che mi rema contro!

Nota: [Dopo una miriade di scrupoli morali avevamo deciso di fare un’offerta per una casa all’asta, abbiamo vinto l’asta, ma dopo pochissimi giorni abbiamo scoperto che il banditore era d’accordo con l’esecutato per mandare all’aria l’asta e arrivare alla successiva dove il figlio si sarebbe potuto ricomprare la casa a 60000€ (l’esecutato ha chiesto un mutuo di 150000 € di cui non ha pagato una rata). Ora siamo in dubbio se partecipare alla successiva, perché gente capace di fare questi arzigogoli mi fa paura anche per il momento in cui dovranno lasciare la casa. Marito ed Io non abbiamo aiuti esterni per comprare la casa, l’asta era l’unico modo per evitare trenta anni di mutuo. Essere riusciti ad aggiudicarcela era stato quasi un sogno, avrebbe voluto dire poter aiutare il Nano, un domani, pur sperando ovviamente che non ne abbia bisogno, a dare l’acconto per la sua, quello che noi non abbiamo potuto avere, insomma, e la delusione, specialmente considerando che viene fuori da una connivenza illegale, sottolineo, così grave che per lo studio c’è il penale, per la divulgazione di dati coperti da privacy, per intenderci, è stata forte, non solo per il fatto in sé, quanto per come è avvenuto.]

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