Epic Nano

Stupidèra, due incazzature e una foto speciale

Non so succede solo a me, ma a volte, quando sono molto stanca, mi prende la stupidèra felice. Sono al terzo giorno di fila in cui dormo pochissimo, per svariati motivi, in cui frullo come un taz-taz-tazmania tutto il giorno (ho, circa, anche i soliti capelli di taz, sono bellina abbestia), peraltro per impegni burocratici che detesto, corro la sera a scappatempo, ho un Nano malato (non ha avuto nemmeno una blanda influenza per tutto l’inverno, e ora, appena iniziata l’estate, poraccio, si va ad ammalare??? Che sfiga), un marito alle prese con un nuovo lavoro, e stamani una meravigliosa sveglia alle 4.50 per entrare prestissimo a lavoro causa menata (risolta poi con fantastico stacca e riattacca di componente elettronico imboscato nei meandri di un quadro elettrico), insomma una serie di giorni complicati, e non faccio altro che ridacchiare. O meglio, passo da momenti di profonda malmostosa irritabilità a momenti di giuliva ridancianità.E poi ci sono due cose che mi hanno profondamente irritato, negli ultimi giorni, e la stanchezza estrema fa si che a momenti mi facciano imbelvire, queste due cose, e a momenti mi trovi più disposta a rimanere calma. Le due cose in questione sono l’estrema leccaculaggine di una persona e il fatto che una mia amica incinta, con la quale ho passato una serata e che sta evidentemente benissimo, sia andata in maternità prima del terzo mese.

Nel primo caso, praticamente, io mi ero sempre stupita perché una famiglia di nostra conoscenza stava sempre a raccontarci di gite in barca di amici, di vacanze in villa da altri amici, e Marito e io si diceva sempre “Mah, solo loro questi amici ricchissimi e generosissimi”. Orbene, conosciamo una nuova famiglia ricchissima, e il marito della coppia comincia un’operazione di estrema ruffianeria col nuovo arrivato, roba da nausea. Ora tutto mi torna, ma la cosa mi disgusta davvero.

Riguardo al secondo caso, io mi sono sempre battuta strenuamente contro quelle donne che fanno della maternità un modo di usufruire di privilegi non dovuti. Se stai bene, ma anche se hai qualche disturbino di stomaco, a lavorare CI DEVI ANDARE. Il tuo modo schifoso di perculeggiare lo stato (perché una lavoratrice statale) non è solo repellente, ma va contro ogni donna che lavora e vorrebbe essere trattata equamente. Se a un colloquio di lavoro mi domandano in modo mellifluo se voglio avere figli, io voglio avere il diritto di incazzarmi, ma per averlo, totalmente e in modo trasparente, vorrei poter contare sulla buona fede di tutte le donne. Se sei incinta e stai bene, o anche benino, devi lavorare. Punto. Non puoi essere mia amica se ti comporti diversamente.

Bene, dette queste due cose che mi hanno fatto incazzare (in particolare la seconda), torno ridanciana e giuliva. Finché non cadrò addormentata in qualche vano tecnico confortevole e calduccino (i tubi del vapore :D:D:D) tengo botta!

Ah, ieri il Nano malato è andato dai nonni, e oggi mi ha mandato questo selfie con bisnonna che mi ha fatto venire gli occhi a cuoricino!

  

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