Reading is sexy

La trama del matrimonio, Jeffrey Eugenides

Mi riesce davvero molto complicato essere oggettiva su questo librino.Il motivo è che uno dei tre personaggi principali è evidentemente un omaggio a David Foster Wallace, lo scrittore del mio cuore, colui che mi rende la più insopportabile groupie nonché un’orribile voyer, per cui leggere queste pagine è stato un po’ come incontrarlo di nuovo, in pagine non sue, ok, ma in una modalità nuova ed estremamente commovente, per me che mi commuovo ad ogni piè sospinto quando lo incontro (mi commuove la sua onestà intellettuale, la sua lotta con la malattia mentale e con le dipendenze, mi commuove quando lo leggo giovanissimo e acerbo e quando si sforza di essere un genio perché lo hanno premiato per esserlo e la cosa gli mette un’ansia indicibile, etc etc).

Eugenides mi aveva spaccato le palle con le Vergini Suicide, ma potrei aver preso una cantonata, mettetevi nei miei panni, l’ho letto a 15 anni, ero nel pieno delle mie manie di onnipotenza e un libro così cupo me lo sentivo stretto, io sprizzavo energia e queste cinque sorelle erano lontane anni luce da me, nella loro impalpabile ed eterea distanza dalla vita.

Non mi aveva convinto neppure con Middlesex, che molti dei miei recensori preferiti su anobii considerano un capolavoro, ma anche qui potrei essere stata ingannata dal fatto che lo lessi in un periodo molto impegnativo lavorativamente parlando, per cui cadevo addormentata dopo cinque pagine rendendo la lettura di un tomo di dimensioni ragguardevoli troppo frammentaria per essere godibile.

Il motivo per cui ho letto La trama del matrimonio, quindi, è che ho saputo dell’omaggio a DFW e da quel momento non ho avuto pace.

La trama è banale. Una bella ragazza (Madeleine) si innamora di Leonard, ragazzo estremamente brillante e problematico, mentre di lei è innamorato Mitchell, personaggio inutile che rompeva le palle mentre io volevo solo leggere di Leonard-DFW. Ah no scherzo. Anche Mitchell ha un suo perché, anche lui è molto intelligente, equilibrato, vuole lavorare con Madre Teresa ma si schifa subito, ed è interessatissimo alla religione cattolica. Sono di parte. Da una parte ho Leonard che discetta di semiotica, è alto e porta una bandana (muoro!) dall’altra ho Mitchell che si strugge per Madeleine (che è un po’ una figa lessa, diciamocelo, se non che a un certo punto viene detta una cosa di lei che io vivo regolarmente e per un attimo le ho voluto un gran bene) e sta in fissa con la religione. Non c’è partita.
Bene, è passato circa un mese da quando ho finito La trama del matrimonio, e questo distacco temporale mi aiuta ad essere più oggettiva.

La disparità di interesse che mi suscitavano i personaggi ha fatto sì che il libro, nella mia mente, abbia preso la forma di un percorso fatto di accelerazioni e brusche frenate, e questo, a distanza, non rende giustizia al romanzo. Oltretutto ho proprio paura che lo sbilanciamento che ho visto in queste pagine non sia reale, ma causato dalle mie attitudini personali. Mi spiego meglio, indipendentemente da Leonard-DFW, che ovviamente suscita il mio interesse incontrastato, il personaggio di Mitchell sembra nato per infastidirmi. Non sopporto gli amori sfigati e disperati (non sono mai stata una romanticona, perdonatemi), agnostica convinta praticamente atea, credo che l’uomo in generale farebbe bene a pensare di più alle cose di questo mondo piuttosto che interessarsi troppo a cosa c’è oltre (ovviamente ciò non riguarda la morale, la cui legge vorrei orgogliosamente rivendicare indipendente da qualunque religione, pur atea, mi sento profondamente guidata da una mia regola morale che non tollero di non seguire, non per paura dell’aldilà, ma per essere in pace con la mia coscienza) e questo si perde nella teologia, e anche Madeleine l’ho trovata fastidiosamente priva di spina dorsale.

A questo punto temo che Eugenides ed io, per qualche motivo, non siamo compatibili, evidentemente qualcosa mi impedisce di amare i suoi lavori, mi impedisce di godermeli.

La Trama del matrimonio è un libro ampiamente sufficiente, DFW o no, ma non mi lascerà ricordi o emozioni particolari (DFW a parte).

Nella foto il librino insieme a una colazione incredibilmente coordinata cromaticamente col librino. Che soddisfazione!

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7 thoughts on “La trama del matrimonio, Jeffrey Eugenides

    1. Nooo, mi dispiace averti scoraggiato, io in realtà ho divorato questo libro, però poi a distanza di tempo mi sembra di averlo ridimensionato. Però c’è la questione Foster Wallace, perciò lo rileggerei mille volte!

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  1. Ciao, non sono riuscito mai a leggere nulla di David Foster Wallace…dai suggeriscimi un titolo che non sia troppo difficile da comprendere per cortesia. Ma tu li hai letti in lingua originale ?
    So che è un genio, ma non sono mai riuscito a passare lo scoglio della decima pagina…

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    1. No, non sono in grado di leggerlo in lingua originale! Secondo me “Una cosa divertente che non farò mai più” è il modo più semplice di avvicinarsi a David, è uno scrittore-ripetuta, richiede un impegno grandissimo, ma se gli dai fiducia può ripagarti davvero con enormi soddisfazioni :)!

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  2. Ho finito “Una cosa divertente che non farò mai più” qualche giorno fa e devo dire che mi è piaciuto molto anche se …mi aspettavo qualcosa di più. Alcuni pezzi devo dire che mi sono piaciuti tantissimo come la descrizione dei suoi commensali e l’ invisibile cameriera della camera 1009. Dai ora che sono lanciato mi aspetto un altro titolo di David ….grazie!!!!

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  3. Se vuoi rimanere sulla “saggistica” secondo me “tennis, TV, trigonometria, tornado…” è fantastico, altrimenti lanciati coi racconti di “breve intervista con uomini schifosi”, alcuni, secondo me, sono eccezionali!

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