Qualche volta corro

Inferno Run

Ho un sacco di post che si stanno accumulando incompiuti su onenote, ma oggi devo assolutamente raccontare della fantastica, stupefacente, incredibilmente divertente…. INFERNO RUN!!!!!L’inferno run, per chi non lo sapesse, è una mud run, 12 km di pura follia intervallati da più di 20 ostacoli di varia difficoltà. La palestra dove il mio cognato fa il prode istruttore e che mio marito frequenta con religiosa puntualità (io invece sono molto più infingarda, fondamentalmente perché preferisco di gran lunga correre ed essendo il tempo che posso dedicare allo sport assai limitato ne consegue che, dovendo scegliere… metto le scarpette e via!) aveva organizzato un gruppone per andare tutti insieme, ed io mi sono aggregata felice.

La mattina della partenza ero un po’ preoccupata, prima di tutto perché, nella miglior tradizione, venivo fuori da un’influenzetta subdola, di quelle che si trascinano, scarsamente virulente, e ti fanno sentire un cesso per una settimana, finché quando poi credi di essere riuscita a sfangarla senza fermarti, zàcchete, una notte di febbre alta a dare il colpo di grazia. Inoltre, pur non avendo problemi con 12 km di corsa, sono totalmente incapace di arrampicarmi, saltare o fare la scimmia, per cui temevo di fare una figura barbina.

Le mie preoccupazioni, fortunatamente, erano del tutto infondate, prima di tutto perché la non competitiva a cui eravamo iscritti (mai più, però, io voglio dare gaaaaaaaaas!!!!) era molto rilassata sugli ostacoli, se non volevi farli non li facevi (io giammai… erano tutti miei… ovviamente qualcosa non mi è riuscito, ma non si dica che non ho tentato, al terzo balzello della sbarra su cui avrei dovuto fare la scimmia sono precipitata nel fango!!!), poi perché ho sempre trovato la mano tesa di qualcuno del mio gruppo o totalmente sconosciuta. Io mi sono sdebitata tirando la corsa, con gli altri 4 matti del gruppone che l’hanno presa come me, senza esagerare, ma non certo una passeggiata di salute. Sono rimasti tutti sconvolti dalla mia resistenza, sapevano che ho corso una maratona, ma, ehm ehm, non dovevano essere così convinti, visto che non ho propriamente quel physique du rôle da maratoneta (la mia massa ciccionella è sempre orgogliosamente presente!), finché non mi hanno visto ripartire a corsa dopo qualunque ostacolo, al grido di “Correre animalacci!!!” (il gruppo della palestra si chiamava “Animali al pascolo”)!

Dopo appena un km e qualcosa di corsa il primo ostacolo è stato un laghetto, ma non una pozza, no no, un laghetto vero e proprio (marrone, se mi vedrete su DMAX protagonista di “io e i miei parassiti” saprete perché!), nel mezzo non si toccava, e garantisco che nuotare con le scarpe a tennis è davvero pesante, ma io a quel punto ero già in preda all’euforia, fare su e in giù per gli argini, catapultarsi sopra le rotoballe di fieno, scalare scivolosissime montagnole di fango in cui fare presa era impossibile (grazie alle decine di anonimi corridori che mi hanno teso la loro mano melmosa!) ogni ostacolo mi ha gasato all’inverosimile, non sono riuscita, come previsto, ad arrampicarmi sulla corda, a fare la scimmia, e la rampa da 5 metri (però stava diluviando e non si faceva più presa!), perché a 4 km dalla fine abbiamo beccato anche il diluvio, e sotto il diluvio ho corso con un sacco da 10kg sulle spalle, ho spostato tronchi e ho continuato, of course, a correre come un’indemoniata. L’ultimo ostacolo, il più triviale, è stato il tuffo nella piscina ghiacciata, nella quale dovevamo tuffarci totalmente per passare sotto a degli pneumatici, il ghiaccio mi ha talmente paralizzato che ho avuto un attimo di panico mentre ero sott’acqua con i sensi obnubilati dal freddo.

E alla fine sono diventata una felicissima Inferno Run finisher, gasata e infreddolita come pochi altri al mondo.

Tuffarsi nel fango e combinarne di ogni ha decisamente un’azione catartica, alla fine della corsa ero felice e in pace col mondo, e come sempre la solidarietà tra runner è qualcosa di magico.

The dayafter ero più tronca e acciaccata del giorno dopo la Maratona, lividi giganti costallano gambotte e bracciotta, sbucci sgraffi e muscoli indolenziti stanno molestando le mie giornate, ma non importa, non importa neppure se oggi, in pausa pranzo, proprio non ce la facevo a mettere un piede davanti all’altro, e alla fine, stanca stravolta, ho guardato il garminuccio con la mia scarsissima prestazione e meno male che c’erano i miei adorati braccialettini a ricordarmi che essere stanca è il prezzo da pagare per le emozioni dell’ultimo mese!

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6 thoughts on “Inferno Run

    1. è soprattutto una cosa estremamente divertente! la corsa è solo un parte del tutto, nel mio caso l’unica parte almeno un po’ allenata, ma l’ho presa come un gioco e me la sono goduta alla grande!

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