Reading is sexy

Librini in pillole

Sono un tantino (vergognosamente) indietro con le cronache delle mie letture, perciò direi di fare un resoconto molto veloce di quelle che non ho modo di raccontare nel dettaglio, o per le quali non ho così tanto da dire da farne un post dedicato. 

 La costola di Adamo

Manzini mi è stato consigliato dalla mia amica Francescabianca. l’ho letto durante la bronchite matta e disperatissima del mese (quasi due ormai) scorso, quella che è passata come uno schiacciasassi sulle mie gambotte allenate, ed è stata un’ottima compagnia. Il libro scorre via veloce, la trama è dimenticabile, ma è una di quelle letture piacevoli che stemperano la pausa tra un librone e l’altro. Ho fatto fatica a non correre immediatamente in biblioteca (correre metaforicamente, visto che ero spiaggiata sul divano incapace di articolare tre movimenti in croce) a prenderne un altro, ma mi sono detta che non ne ho bisogno al momento, lo rimanderò a quando la fiacca da lettrice si farà sentire e avrò bisogno di una lettura-limonata (quelle letture che scorrono giù come limonata fresca in un pomeriggio molto caldo).

 La signora Armitage

 Oiboh. Non mi è piaciuto per niente. C’è questa donna, che la quarta di copertina descrive come passionale mentre a me è parsa solo molto stordita, che non fa altro che fare figlioli e cambiare marito, senza il minimo discernimento. Poi ne trova uno che le piace particolarmente, ma è chiaramente un bamboccione. A moltissimi lettori molto più avanti di me (detto in completa sincerità, non mi sto sminuendo per falsa modestia) è piaciuto, perciò non mi sento di sconsigliarlo in assoluto. Io sono rimasta assai infastidita.

Buio a mezzogiorno 

Questo libro l’ho letto perché nel gruppo anobii “lettere dal vecchio continente”, nella quale si discute (io discuto poco, perché non sono sufficientemente preparata, ma leggo avidamente) di letteratura europea, è stato indetto lo “Wimbledon” dei libri europei del novecento e Buio a mezzogiorno ha perso contro Il Gattopardo (Il Principone <3<3) ma con sostenitori di cui mi fido che ne hanno elogiato il grande pregio.

 Il romanzo racconta il periodo di prigionia di un funzionario di rilievo del Partito sovietico che viene arrestato per alto tradimento. Vengono raccontati i suoi pensieri e i suoi interrogatori, il suo abbrutimento, i dubbi che lo assalgono. È un libro profondamente dolente, cupo e privo di speranza, sarà che lo avevo in un’edizione quasi identica del “novecento di Repubblica”, ma io l’ho immediatamente associato a “Opinioni di un clown”. Leggendo Buio a mezzogiorno i pensieri ti si affastellano copiosi nella mente, vorrei riuscire a tirarli fuori ma, come sempre quando si parla di filosofia politica, non riesco poi a metterli in ordine e a dar loro una forma compiuta. Mi sembra di rincorrermi su una delle scalinate di Escher. Lo consiglio spassionatamente, a tutti, in tutta la sua sconsolazione. 

Nella foto Koestler e la mia colazione fatta con la torta carote arance e zenzero, della mitica maghettastreghetta! La sua è più bella ma era buonissima anche la mia ❤️

  

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