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Piccole cose della settimana

il Nano ieri sera non aveva voglia di guardare puntatine, abbiamo iniziato la serie TV Marvel-Netflix Jessica Jones (non potevo resistere, c’è David Tennant a fare il cattivo !) e non la sopporta, per cui aveva intenzione di starsene accoccolato a mamma e babbo sul divano guardando sull’ipad le parate di Neuer. Marito, invece, era impegnato a studiare inglese (sta in fissa :)!!!!). Dopo un po’ di indecisione mi sono messa a guardare Pride. Il film è davvero coinvolgente, racconta la storia di una comunità gay (e lesbica!!!!!) che inizia a raccogliere fondi per sostenere lo sciopero dei minatori gallesi, e dell’autentica amicizia che nasce da questo connubio, nonostante le prime difficoltà di accettazione. Dopo trenta secondi dall’inizio del film il Nano era completamente rapito, dalla storia, dall’argomento, dagli attori che riconosceva e io, per la seconda volta questa settimana, mi sono sentita grata al mondo di essere abbracciata a lui di fronte allo schermo (del cine o della tele, non importa). Guardare film insieme è una delle emozioni più grandi che mi ha regalato essere la sua mamma. Capisco che possa sembrare stupido è un po’ superficiale, ma questa è una delle piccole cose che cementa il nostro rapporto, una di quelle che mi sembrano più preziose!

Altra cosina amena della settimana: mercoledì, alla trasmissione Fahrenheit di Radio 3, hanno parlato di David Foster Wallace. C’erano Martina Testa (editor e traduttrice, ho appena googlato, lavora alla Minimum Fax), Luca Briasco (“editor einaudi stile libero, traduttore, giornalista, insomma, più o meno sta roba qui”, leggo dal suo twitter) ed Edoardo Nesi che, tra le altre cose, ha tradotto Infinite Jest (senza di lui, in altre parole, non sarei stata in grado di godere del Mio Libro, di conseguenza è mio amico). I primi due hanno detto un sacco di cose interessanti su David, ma quando Nesi ha raccontato (lo aveva scritto anche in qualche nota alla traduzione di IJ, ma sentirglielo narrare a voce è un’altra cosa) di come abbia chiesto a Lui in Persona come doveva comportarsi con i difficili termini medici/scientifici/farmaceutici, e David gli aveva risposto che aveva piacere di immaginarsi il lettore che consultava un dizionario o un’enciclopedia mi sono proprio commossa, David ci ha regalato tanto e ci ha chiesto qualcosa, e io ricordo bene di quando lo leggevo, in piscina, e non avevo segnale al cell per googlare “nistagmo” e non osavo andare avanti con la lettura per paura di deludere il mio scrittore preferito (peraltro morto) (mi rendo conto solo ora che sarebbe comunque stato deluso, googlare invece di consultare un’enciclopedia medica, che caprona). Devo essere stata proprio uno spettacolo divertente, in giro per la piscina col tomo in una mano, nell’altra un cell che veniva shakerato nella speranza che tornasse a prendere la rete. Un ascoltatore ha poi definito la scrittura di David “montagne russe di fatica e gratificazione”. È sempre consolante scoprire che qualcuno la pensa come te, ma lo esprime meglio 🙂

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